Legge di Bilancio, spunta il bonus per i lavoratori più poveri

La proposta arriva dal vice ministro Misiani che vuole rinviare il taglio del cuneo fiscale

Rinviare il taglio del cuneo fiscale e aiutare i lavoratori a basso reddito, coloro che non hanno diritto al bonus Renzi di 80 euro al mese in busta paga: questa l’idea del viceministro dell’Economia in quota PD Antonio Misiani.

La proposta è stata avanzata con un post su Facebook. Stando alle parole dell’esponente del Governo Conte, potrebbe trovare spazio già nella prossima Legge di Bilancio. “La riduzione progressiva del cuneo fiscale a partire dal 2020 è la misura più apprezzata dagli italiani – esordisce Misiani su Facebook -. Dobbiamo iniziare a farlo il prima possibile, utilizzando tutti gli spazi di bilancio disponibili. La priorità, a mio parere, è iniziare ad aiutare i dipendenti a basso reddito”.

Si tratta di una platea di 3,7 milioni di lavoratori “incapienti” e che non beneficiano del reddito di cittadinanza. Sono i cosiddetti working poors, i lavoratori poveri, che hanno un contratto precario, part time, con salari orari ridotti al minimo, “in tanti casi giovani”, precisa Misiani.

“Aiutarli è un dovere – ha scritto il viceministro -. Dobbiamo farlo estendendo erga omnes i salari minimi previsti dai contratti di lavoro maggiormente rappresentativi, mettendo fuori gioco i contratti ‘pirata’ che legittimano paghe orarie da fame”. “Ma – ha aggiunto Misiani – dobbiamo farlo anche utilizzando lo strumento fiscale, come fanno da tempo paesi avanzati come gli Stati Uniti (con l’Earned Income Tax Credit)”.

L’Earned Income Tax Credit è una misura nata per contrastare la povertà e che prevede un credito di imposta da conferire a coloro che sono già detentori di un reddito da lavoro tuttavia molto basso.

Secondo indiscrezioni il bonus in Italia porterebbe a un contributo di 400 euro l’anno o di 40 euro al mese per ciascun lavoratore a basso reddito. Misiani nella conclusione del suo post su Facebook invita tutti a discuterne e a non limitarsi a dire che non ci sono risorse.

La proposta dovrà essere affrontata dal Consiglio dei Ministri e dalla maggioranza. Poi bisognerà decidere se rinunciare ad investire i 2,7 milioni di euro per il taglio delle tasse sul lavoro e destinare i risparmi a una misura di sostegno agli incapienti.

La decisione arriverà a breve: il Governo infatti entro il 15 ottobre deve inviare a Bruxelles il Draft Budgetary Plan (Documento Programmatico di Bilancio). Entro il 20 di ottobre invece le misure della prossima Legge di Bilancio dovranno essere presentate in Parlamento.

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