Lega vs M5S, le questioni finanziarie (irrisolte) che rischiano di spaccare il Governo

La riforma del fisco al centro delle tensioni tra Lega e Movimeto 5 Stelle

Lega e Movimento 5 Stelle hanno posizioni molto diverse sugli interventi necessari a riformare il fisco e alleggerire famiglie e imprese.

Tra i punti di scontro che rischiano di spaccare il governo i principali sono la flat tax e il salario minimo.

L’introduzione della flat tax è il cavallo di battaglia della Lega dalla campagna elettorale. Il vicepremier Matteo Salvini insiste sulla sua introduzione e non vuole sentire ragioni dal ministro delle Finanze Giovanni Tria. L’obiettivo è quello di introdurre una aliquota fissa al 15% così applicata: fino a 30mila euro per single, fino a 55mila euro per le famiglie monoreddito e fino a 65mila euro per le famiglie con più redditi.

I Cinque Stelle, al contrario, propongono una riduzione delle aliquote Irpef, portandole da cinque a tre. Una misura da accompagnare a un aumento della no tax area, portandola dai redditi a 8mila euro a quelli a 10mila euro, fino a 26mila euro per i nuclei familiari con figli. L’altra priorità è il coefficiente familiare per le detrazioni.

La Lega vuole mantenere il bonus di 80 euro introdotto da Renzi, aumentandolo a 100 euro ed estendendo la platea dei beneficiari, trasformandolo in detrazione. Il Movimento 5 Stelle, invece, è favorevole a mantenere il bonus, ma è contrario a un suo impiego per coprire la flat tax.

L’altro importante punto di scontro è il salario minimo. I Cinque Stelle vogliono introdurre il salario minimo a 9 euro all’ora e per compensare le imprese dei maggiori costi prevedono un taglio contributivo di 4 miliardi. La Lega è a favore del taglio di contributi ma non con questa finalità.

Il partito di Salvini, poi, ha intenzione di riproporre la pace fiscale per nuove sanatorie. Su tutte, la priorità è data all’estensione del “saldo e stralcio”, ovvero la possibilità di pagare in via definitiva con un forte sconto le cartelle per mancati pagamenti di imposte e contributi, non solo per i cittadini ma anche per le imprese in difficoltà.

I Cinque Stelle sono favorevoli all’estensione del “saldo e stralcio” e agli aiuti alle imprese in difficoltà, ma dicono no ai condoni. Inoltre, sono contrari alla sanatoria del contante nelle cassetta di sicurezza, ritenuta un aiuto alla criminalità organizzata.

Per favorire l’uso del pos nei pagamenti e quindi la loro tracciabilità, senza scaricare i costi sui commercianti, la Lega pensa a un taglio delle commissioni per gli acquisti sotto i 25 euro. I Cinque Stelle, invece, stanno studiando alcune misure per rendere tracciabili i pagamenti dall’emissione delle fatture elettroniche, introducendo degli automatismi per le operazioni ripetute.

L’unico provvedimento su cui al momento c’è piena condivisione tra Lega e Movimento 5 Stelle è quello di fermare gli aumenti dell’Iva nel 2020 per effetto delle clausole di salvaguardia.

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