La tassa occulta dei Comuni: autovelox per far cassa con le multe

Incassi milionari per tante piccole realtà da Nord a Sud. In alcune località nel 2021 non si trovano altri incassi se non quelli da multe per eccesso di velocità.

Un’indagine de il Sole 24 Ore sui rendiconti dei Comuni sui proventi delle multe ha messo in evidenza come alcune enti locali abbiano utilizzate le strade durante i periodi estivi come veri e propri bancomat per le casse comunali. Sul sito web del ministero dell’Interno sono comparsi i rendiconti dei proventi delle multe, che i Comuni erano già obbligati a trasmettere. Il decreto Infrastrutture (Dl 121/2021) ne ha infatti imposto la pubblicazione sul web. Il termine è scaduto il 31 maggio e sono stati pochi i Comuni che non hanno inviato i dati.

Incassi milionari dalle multe per eccesso di velocità

In alcune località nel 2021 non si trovano altri incassi se non quelli da multe per eccesso di velocità: ad esempio a Roseto Capo Spulico (Cosenza) e Melpignano (Lecce). Il loro territorio è attraversato rispettivamente dalle statali 106 Jonica e 16 Adriatica, con tratti moderni a doppia carreggiata e poco trafficati, dove tenere i 90 all’ora non è facile e negli ultimi anni sono spuntati rilevatori di velocità (anche media, a Roseto) poco visibili. In particolare Melpignano ha rivitalizzato le entrate incassando 4,98 milioni e Roseto 728mila euro (che si aggiungono agli incassi delle vicine Montegiordano, Rocca Imperiale e Trebisacce.

Nessun’altra infrazione

In base ai dati inviati al ministero, in questi Comuni i vigili non hanno visto nemmeno una cintura slacciata o un guidatore che parlava al cellulare, parcheggiava in modo vietato, si prendeva una precedenza non dovuta o commetteva qualsiasi altra infrazione stradale. Al netto delle peculiarità del traffico locale di Comuni così piccoli, sembra poco credibile che i vigili non rilevino infrazioni nemmeno quando sono chiamati a rilevare un incidente.

I casi al Nord

Ma non si tratta di una prassi esclusiva del Sud Italia. A Colle Santa Lucia, provincia di Belluno, accade la stessa cosa, così come in Provincia di Brescia dove c’è una rete di misuratori di velocità anche media ma sembra non avere altre forme di vigilanza su strada. Così risulta non incassare un euro nemmeno da chi è uscito fuori strada rovinando un guard-rail – caso in cui scatta in automatico una multa di 42 euro per “danneggiamento di opere o piantagioni” in base all’articolo 15 del Codice della strada – in un incidente rilevato dalla Polizia provinciale.

Le “attenuanti”

Il quotidiano economico ha anche riconosciuto che a forza di tagli ai trasferimenti di soldi dallo Stato, non pochi Comuni non hanno risorse per tenersi a galla, così come va pure riconosciuto che a livello di sicurezza qualcosa è migliorato negli ultimi due decenni, come dimostrano le statistiche su incidenti e mortalità. Ma anche la necessità di rinfoltire gli organici dei corpi di polizia locale visto che alcuni Comuni non hanno nemmeno un vigile e si affidano a collaborazioni con i Comuni vicini.