IVA, Salvini allontana l’aumento. Tutti i rischi dell’imposta al 25%

Il neo ministro dell'Interno prova ad allontanare lo spauracchio dell'aumento, che sarebbe una mazzata per famiglie e consumatori

(Teleborsa) “Sicuramente non siamo stati eletti per aumentare l’Iva e le tasse”. Ha risposto così Matteo Salvini alle domande dei cronisti al Senato che lo incalzavano ieri poco prima che il governo Conte incassasse la fiducia, arrivata a fine serata con 171 voti favorevole e 117 contrari.

Il neo ministro dell’Interno, dunque, allontana lo spauracchio dell’aumento Iva.
Sul 2019 e sulla testa di tutti gli italiani pende infatti la spada delle clausole di salvaguardia, la cui sterilizzazione non è ancora stata scongiurata.
Se dovessero scattare, bisognerà fare i conti con un consistente aggravio per i bilanci delle famiglie e un calo dei consumi, che finirebbe per alimentare un effetto depressivo sulla produzione, oltre che un peggioramento dei livelli occupazionali. Un quadro, insomma, a dir poco nefasto.
Per evitare l’aumento dell’Iva servirà mettere sul piatto 12,5 miliardi di euro per il 2019 e 19,1 miliardi di euro per il 2020.

CHE STANGATA PER FAMIGLIE – Se l’ esecutivo non riuscisse a sterilizzare l’aumento dell’Iva, nel corso del 2019 ogni famiglia italiana subirà un incremento medio di imposta pari a 242 euro. Nel dettaglio, tale rincaro sarà pari a 284 euro per famiglia al Nord, a 234 euro nel Centro e a 199 euro nel Mezzogiorno. A questo risultato è giunto l’Ufficio studi della CGIA

E IMPRESE “L’aumento dell’IVA rischia di portare ad uno stop della fragile ripresa italiana, già data in indebolimento nei prossimi anni: per questo riteniamo che sia prioritario trovare una soluzione che eviti ulteriori stangate, per quanto costosa”. Queste le parole di Mauro Bussoni, Segretario Generale di Confesercenti, rilasciate pochi giorni fa.

23 miliardi di consumi in meno nel triennio– Se dovessero scattare, gli aumenti IVA imposti dalle clausole di salvaguardia avrebbero un grave impatto sui consumi, portandoci a perdere nel corso del prossimo triennio 23 miliardi di euro di spesa, circa 885 euro a famiglia. Uno stop alla domanda interna che farebbe rallentare anche il Pil, con una riduzione di 1,2 punti della crescita stimata del prodotto interno lordo tra il 2019 ed il 2021.

CONSEGUENZE NEFASTE – Le conseguenze sulla crescita della nostra economia sarebbero significative. In particolare, sulla base delle relazioni storiche si stima una riduzione della crescita in termini di Pil pari allo 0,3 nel 2019 e dello 0,4% nel 2020 e nel 2021, legata in prevalenza all’incidenza della misura sull’inflazione e sui consumi delle famiglie. L’impatto atteso sui prezzi, infatti, è di un aumento dello 0,6% già nel 2019 e dello 0,7% per entrambi gli anni successivi, per i beni di largo consumo ma anche per prodotti e servizi turistici. Una stangata che secondo le nostre analisi si trasformerebbe quasi del tutto in contrazione degli acquisti, con un effetto immediato e crescente sui consumi, che perderebbero mezzo punto già nel 2019 per arrivare a perdere quasi un punto (-0,9) nel 2021. Anche l’entità del saldo di bilancio risulterebbe ridimensionata dalla frenata generata dagli aumenti IVA.

A RISCHIO 10MILA IMPRESE“Accantonata la sfida del voto, le forze politiche dovranno quanto prima confrontarsi con gli impegni assunti di fronte all’elettorato, ma prima ancora dovranno riflettere sulla situazione esistente. La pressione fiscale sui consumi, tra IVA, accise, bolli e quant’altro, in Italia è già molto alta. Alzare ancora il livello di imposizione porterebbe inevitabilmente ad un ulteriore frenata, lasciando sul campo, secondo le nostre stime, circa 10mila imprese del commercio, ancora in difficoltà per l’onda lunga della grande crisi. Serve una scelta politica condivisa per eliminare, una volta per tutte, questa spada di Damocle che pende sull’economia e ipoteca le leggi di Bilancio fin dal 2011”, aveva concluso Bussoni.

Leggi anche:
Flat tax, Iva e reddito di cittadinanza: la riforma fiscale sul tavolo di Tria
Flax tax, Bagnai: “Per le famiglie arriverà nel 2020” 
Governo: sì ad aumento IVA se cala IRPEF. Ecco cosa accadrebbe
Fisco, giugno amaro per le tasche degli italiani: pagheremo oltre 53 miliardi di tasse
Imu, Tasi, Irpef, Iva e le altre scadenze fiscali di giugno

IVA, Salvini allontana l’aumento. Tutti i rischi dell’impo...