Isee, si cambia: requisiti meno stringenti e durata più lunga

Diventano operative le nuove regole introdotte dal decreto Crescita, che allungano la validità dell’indicatore e ne facilitano l’accesso per le famiglie

Diventano operative le nuove regole sull’Isee corrente introdotte dal decreto Crescita, che allungano la validità dell’indicatore e ne facilitano l’accesso per le famiglie.
Ricordiamo che l’Isee corrente è un indicatore della situazione economica equivalente alternativo a quello “ordinario” che può essere richiesto a fronte di un peggioramento o miglioramento delle condizioni economiche del nucleo familiare, con la conseguenza di poter beneficiare di maggiori agevolazioni.

Ogni anno in Italia sono oltre 6 milioni le famiglie che compilano la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), per la richiesta di calcolo dell’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente che serve per valutare la situazione economica delle famiglie stesse. La richiesta dell’Isee è fondamentale per ottenere prestazioni sociali agevolate riguardo alle rette degli asili, alle tasse universitarie e anche per il Reddito di cittadinanza.

Isee, quali sono le novità e i requisiti

E’ stato pubblicato il 4 ottobre 2019 dal Ministero del lavoro il decreto che istituisce il nuovo modulo della Dichiarazione Sostituiva Unica la DSU da presentare per ottenere la certificazione del proprio Isee. Col decreto Crescita sono state introdotte due importanti novità:

  • la durata dell’Isee corrente, che passa da 2 a 6 mesi dal momento di presentazione della Dsu, a meno che si verifichino ulteriori variazioni nel frattempo;
  • i requisiti: per ottenere l’Isee corrente è necessario che si verifichi una delle seguenti condizioni:
    – riduzione del reddito familiare di almeno il 25%;
    – interruzione o riduzione del rapporto di lavoro;
    – interruzione di un indennità o prestazione sociale.
    Prima era richiesto che fossero presenti sia la riduzione del reddito complessivo che la perdita del lavoro.

Isee precompilato in arrivo dal 1° gennaio 2020

In Gazzetta Ufficiale lo stesso giorno è stato pubblicato il decreto ministeriale del 9 agosto con le nuove modalità per accedere all’Isee telematico precompilato che sarà messo a disposizione dell’Inps a partire dal 1° gennaio 2020. Inizialmente la sperimentazione riguarderà soltanto alcune migliaia di famiglie (in particolare quelle che nel triennio 2016-2018 abbiano presentato una Dsu all’Inps, direttamente in via telematica).
Non tutti i dati della Dsu saranno precompilati. Ce ne sono molti che in ogni caso bisognerà continuare ad inserire: composizione nucleo familiare e informazioni per la determinazione del valore della scala di equivalenza; eventuali soggetti rilevanti ai fini del calcolo delle componenti aggiuntive Isee; condizione di disabilità e non autosufficienza; identificazione della casa di abitazione; reddito complessivo in presenza di casi di esonero dalla dichiarazione; una serie di componenti reddituali e patrimoniali; assegni periodici; mutui; auto, moto, navi e imbarcazioni da diporto. Alcuni dati possono essere pre-inseriti sulla base di quanto previsto dalla Dsu dell’anno prima, ma devono essere modificati o integrati se non sono corretti.

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