Irpef, tempistiche rimborsi sul 730: sopra i 4mila euro si aspetta di più

In caso di conguagli IRPEF corposi, l'Agenzia delle Entrate avvia controlli supplementari che possono richiedere fino a 6 mesi di tempo

Con l’avvicinarsi del 23 luglio, ultimo giorno utile per inviare la dichiarazione dei redditi, sono sempre più quelli che vorrebbero conoscere le tempistiche dei rimborsi sul 730.

Una domanda alla quale è meno semplice rispondere di quanto sembra, in special modo se il rimborso che si deve ottenere è piuttosto sostanzioso. Solitamente, infatti, l’accredito della cifra spettante avviene già nel mese di luglio (o, al più tardi, ad agosto). Se si ha un sostituto d’imposta, il rimborso dell’IRPEF viene corrisposto in busta paga; nel caso in cui non ci sia nessun sostituto d’imposta (come accade, ad esempio, per i lavoratori autonomi) sarà l’amministrazione finanziaria a occuparsi dell’accredito sul conto corrente del contribuente.

Questo, come accennato, accade solamente se il conguaglio IRPEF non è elevato. Se, ad esempio, dovessimo ricevere un accredito superiore ai 4.000 euro, i tempi potrebbero dilatarsi fino a sei mesi. Questo vuol dire che il rimborso del 730 arriverebbe solamente a dicembre, se non addirittura a gennaio del 2020. Ma come mai le tempistiche dei rimborsi 730 si dilatano così tanto? Cerchiamo di capirlo insieme.

Per importi così consistenti, l’accredito viene effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente del contribuente (o altro metodo di pagamento “concordato”). Proprio per questo motivo, l’Agenzia effettuerà dei controlli supplementari sulla documentazione presentata in fase di dichiarazione dei redditi, così da verificare che non ci siano anomalie tra quanto si dichiara di guadagnare e le spese sostenute nel corso dell’anno.

Questi controlli approfonditi richiedono fino a un massimo di sei mesi, così come previsto dall’articolo 5, comma 3-bis, del D.Lgs n.175 del 21 novembre 2014. Trascorso questo periodo, e verificato che non ci sono possibili anomalie (come, ad esempio, un tentativo di evasione fiscale), l’Agenzia delle entrate procede con l’accredito seguendo le stesse modalità del rimborso in assenza di sostituto d’imposta. Il conguaglio arriverà sotto forma di vaglia della Banca d’Italia.

Volendo, però, ci sono alcuni modi che consentono di ricevere il rimborso prima dei sei mesi stabiliti dalla legge. Scegliendo la compensazione dell’importo al posto del rimborso, infatti, la cifra verrà utilizzata per il pagamento delle imposte anche negli anni successivi. Inoltre, la compensazione può essere anche parziale, in modo da ottenere un rimborso inferiore ai 4.000 euro ed evitare i controlli dell’Agenzia delle Entrate.

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