Irpef a tre aliquote, allarme UIL: premia pochi contribuenti con redditi elevati

Impatto nullo o minimo per redditi fino a 30mila euro l'anno: lo dice uno studio del sindacato sull'ipotesi circolata nei giorni scorsi al vaglio del Governo

La Uil boccia l’ipotesi di una “Flat Tax” a 3 aliquote, circolata con insistenza nei giorni scorsi al vaglio del Governo, che finirebbe per avere benefici su una fetta ristretta di lavoratori dipendenti e pensionati. 

“È assolutamente necessario tagliare le tasse ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati” afferma il segretario confederale della Uil Domenico Proietti, commentando uno studio del sindacato sugli effetti sui redditi dei lavoratori dipendenti di un’ipotetica rimodulazione del sistema fiscale su tre aliquote, rispetto alle 5 attuali .

“L’ipotesi circolata in questi giorni di una riforma dell’Irpef con tre aliquote produrrebbe, rispetto all’attuale sistema, una minima riduzione delle tasse ai lavoratori dipendenti. Dallo studio emerge chiaramente che la differenza tra l’attuale imposta e l’ipotetica Irpef a 3 aliquote sia a tutto vantaggio dei redditi più elevati. Per la Uil la via da seguire per ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e pensionati è agire sulle detrazioni specifiche”, dice Proietti.

 Impatto nullo o minimo per redditi fino a 30mila euro – Un lavoratore con un reddito pari a 30.000 euro lordi annui avrebbe un beneficio, su tredici mensilità, pari a 41 euro mensili, rileva il report. Le cose vanno ancora peggio ad lavoratore con un reddito pari a 20.000 euro lordi annui, che avrebbe un beneficio mensile, su tredici mensilità, di circa 15 euro. Secondo la simulazione della Uil, per oltre 16,7 milioni di lavoratori, il 76,87% del totale, dunque un’ampia maggioranza,  l’impatto sarebbe nullo o minimo. Solo l’1,18% dei lavoratori, cioè quelli con redditi superiori a 100.000 euro lordi annui, beneficerebbero maggiormente dell’ipotetica riforma fiscale,  usufruendo di un supersconto, di oltre 3.000 euro .

La Uil ha confrontato l’ipotesi di una revisione dell’Irpef per i soli redditi da lavoro dipendente e assimilati con una riduzione a 3 del numero delle aliquote: 23% per lo scaglione di reddito compreso tra i 10.000 e i 28.000 euro; 37% per lo scaglione di reddito compreso tra i 28.000 e i 100.000 euro; 42% per lo scaglione di reddito superiore ai 100.000 euro. La sola riduzione dell’Irpef a 3 aliquote non genera, secondo lo studio della Uil, alcun impatto per i redditi fino a 15.000 euro lordi annui, mentre genera il massimo guadagno sui redditi intorno ai 130.000 euro lordi, con una riduzione delle imposte pari al 6,91%.

La differenza tra l’attuale imposta e l’ipotetica Irpef a 3 aliquote risulterebbe dunque a tutto vantaggio dei redditi più elevati. 

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