IMU, chi paga martedì e le ipotesi in Parlamento per nuovi sconti

Pagheranno 25 milioni di proprietari, mentre lo Stato riceverà oltre 10 miliardi. I partiti chiedono proroghe, esenzioni o la cancellazione degli acconti 2020

Entro il 16 giugno, 25 milioni di proprietari italiani di seconde case dovranno pagare l’IMU, mentre le casse dello Stato si preparano a ricevere oltre 10 miliardi dalla prima rata dell’imposta sugli immobili. Il tutto, nonostante il rinvio della scadenza, la sua riduzione o l’esenzione di alcune categorie siano state da più parti richieste a gran voce a causa delle difficoltà generate dall’emergenza coronavirus.

Le proroghe dei Comuni

A questo proposito, la risoluzione 5/DF dell’8 giugno 2020 del MEF ha chiarito che esiste la possibilità, per i Comuni, di differire autonomamente i termini di versamento dei tributi locali di propria competenza. Il limite di applicazione della proroga è che il Comune può disporla solo per quanto riguarda la quota IMU di propria competenza, mentre non viene rinviata la scadenza per quello che riguarda il pagamento dell’acconto sugli immobili di categoria catastale D. Il MEF ha inoltre escluso la possibilità di prevedere la disapplicazione totale delle sanzioni per chi paga in ritardo.

Le richieste dei partiti

Intanto, le diverse istanze di chi chiede di allentare il peso fiscale che grava sugli italiani in tempi d’emergenza sono approdate anche in Parlamento. Partiti come Pd e Iv vorrebbero ad esempio introdurre esenzioni, per quanto riguarda l’IMU, che riguardino anche cinema, teatri e il settore degli eventi. A questo punta ad esempio un emendamento al dl Rilancio presentato dal M5S. E mentre Forza Italia dà voce alle preoccupazioni dei piccoli proprietari che non potranno rispettare la scadenza durante il lockdown perché non hanno riscosso gli affitti, i parlamentari di Italia Viva chiedono invece di rinviare le scadenze fiscali a novembre e cancellare completamente gli acconti per il 2020. Sulla stessa linea, la Lega.

Esenzioni già approvate e nuove ipotesi

Per ora, la rata dell’Imu è stata cancellata per alberghi e strutture ricettive, mentre l’Esecutivo ha tagliato le imposte per le imprese per 4 miliardi e ha rinviato tasse per 30 miliardi durante i mesi lockdown. Sul tavolo del Governo, però ci sarebbero altre ipotesi di alleggerimento dei versamenti a partire da metà settembre: si starebbe parlando, ad esempio, di spostare le scadenze o ampliare la ratificazione. Non solo: c’e chi vorrebbe trasformare i 30 miliardi di tasse rinviate in veri e propri contributi a fondo perduto perlomeno per le categorie più colpite dalla crisi.

IMU 2020, importi

Nel frattempo, la prima scadenza della tassa unica frutto dalla fusione di Imu e Tari è ormai dietro l’angolo: secondo i calcoli della Uil, i 25 milioni di contribuenti verseranno in media 535 euro per la prima rata se l’immobile si trova in un capoluogo di provincia, oltre 1000 se è nelle grandi città. In 18 capoluoghi, sottolinea la Uil, l’aliquota sarà più alta del 10,6 per mille in quanto era già applicata l’addizionale Tasi fino allo 0,8 per mille consentita quando le due imposte erano separate. Sborseranno di più, fino all’11,4 per mille, chi paga per un immobile a Roma, Milano, Ascoli, Brescia, Brindisi, Matera, Modena, Potenza, Rieti, Savona, Verona. Roma è la città dove la seconda casa costa di più, con in media 2.064 euro totali, seguita da Milano con 2.040 euro medi; Bologna con 2.038 euro; Genova con 1.775 euro; Torino con 1.745 euro.

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