Imu e blocco sfratti, al via i ristori ai Comuni: a chi spettano

Imu e blocco sfratti, nelle casse dei comuni è arrivato il primo acconto delle risorse stanziate per compensare le mancate entrate Imu

Nelle casse dei comuni è arrivato il primo acconto delle risorse stanziate dal Governo per compensare le mancate entrate Imu legate al blocco degli sfratti.

Si tratta di più di 6 milioni di euro destinati a Roma, 3,7 milioni per Milano, 2 milioni circa per Bari. Risorse che andranno a compensare le mancate entrate Imu degli enti locali, in seguito alle misure introdotte dall’esecutivo che hanno bloccato gli sfratti ed esentato i proprietari dal pagamento dell’imposta sugli immobili.

Ristoro Imu ai comuni, i numeri della prima tranche

La prima tranche, da 34,5 milioni di euro, è stata ripartita il 19 ottobre scorso. Un nuovo decreto assegnerà i restanti 80,5 milioni circa per l’anno in corso.

Di questa prima tranche, secondo il report realizzato dal Centro studi enti locali (Csel) per l’Adnkronos, poco meno di metà risorse sono andate nel Nord del Paese (16.321.873 euro, pari al 47,4% del totale). Le 4 regioni del centro Italia hanno assorbito il 27,3% dei ristori (9.437.210 euro), mentre Sud e Isole hanno ottenuto 8,7 milioni di euro, pari al 25,4% del totale.

Ricordiamo che le risorse sono riservate ai comuni capoluogo di provincia e a 48 comuni non capoluogo con oltre 60.000 abitanti o con popolazione pari ad almeno il 60% di quella del capoluogo della provincia di appartenenza.

Gli enti locali che ne hanno beneficiato sono 154. La somma in assoluto più consistente è stata indirizzata in Campidoglio: a Roma sono stati destinati 6.083.296 euro. Seguono: Milano con 3.071.576 euro, Bari con 2.062.190, Torino con 1.876.102 euro, Genova con 1.336.097, Napoli con 1.274.162, Bologna con 1.101.165 euro e Firenze con 1.004.415.

Di poco inferiori gli importi destinati ai 17 enti lombardi beneficiari dei ristori, che hanno ottenuto 6,5 milioni. Seguono l’Emilia Romagna con 3,5 milioni, la Puglia con 3,3 e il Piemonte con 2,8 milioni. A breve distanza, Sicilia e Toscana, con 2,1 e 2 milioni di euro, e Campania (1,8 milioni). Al di sotto del milione tutte le altre regioni, unica esclusa in toto il Trentino Alto Adige.

Quanto è costato il blocco degli sfratti

Il blocco degli sfratti è costato circa 115 milioni di euro ai comuni. È il risultato delle misure introdotte durante il Covid dal governo, che per tutelare i soggetti più fragili nella fase più critica della pandemia ha congelato per più di un anno sfratti e sloggi.

Per lo stop disposto da provvedimenti di rilascio adottati tra il 28 febbraio e il 30 settembre 2020, lo stop è finito lo scorso primo ottobre. Per quelli riconducibili all’arco di tempo compreso tra ottobre 2020 e il 30 giugno 2021, invece, il blocco sarà invece in vigore fino al 31 dicembre.

Per tamponare l’emergenza, lato locatario, è stata quintuplicata la dotazione del “Fondo inquilini morosi incolpevoli”, portandola a 50 milioni di euro per il 2021 (contro i 9,5 milioni del 2020) ed è stata allargata la platea di chi può accedervi, includendo anche chi ha avuto una forte contrazione del reddito legata al lockdown.

Lato locatore, invece, ”per non penalizzare ulteriormente i soggetti che erano stati già costretti all’impossibilità di rientrare materialmente in possesso dei propri immobili, nonostante la convalida di sfratto per morosità, il decreto legge sostegni bis ha previsto l’azzeramento dell’Imu 2021”. Per chi aveva già pagato la prima rata è stata prevista la possibilità di chiedere il rimborso.

 

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