Governo Cottarelli, voto a settembre o nel 2019. Rischio aumento IVA

In assenza della fiducia in Parlamento si vota a settembre, ma senza i tempi tecnici per una Legge di Stabilità 2019 in grado di sterilizzare l'aumento dell'IVA

Non ha ancora definito la lista dei ministri da portare al Quirinale che Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review e presidente del Consiglio in pectore, si trova subito a dover fonteggiare l’allarme aumento dell’IVA, spada di damocle data delle clausole di salvaguardia. L’obiettivo è quello di traghettare il paese a nuove elezioni, lo ha spiegato lo stesso premier incaricato dopo il colloquio con il Capo dello Stato.

Cottarelli ha chiaramente delineato due ipotesi:

  • se il Governo avrà la fiducia del Parlamento farà la Legge di Bilancio 2019 e si dimetterà subito dopo (elezioni nel 2019).
  • Se non otterrà la fiducia si dimetterà e resterà in carica solo per la gestione ordinaria (elezioni in settembre).

In questo ultimo caso, è bene sottolinearlo, verrebbe messa a rischio la sessione di Bilancio: con elezioni in settembre non ci sarebbe un Governo in carico con la fiducia del Parlamento per presentare la manovra economica, con tutti i rischi che questo comporta ad esempio sul fronte dell’aumento IVA.

Senza l’approvazione di una Legge di Bilancio, scattano le clausole di salvaguardia previste dalla manovra 2017, quindi:

  • IVA al 24,2% dal 2019
  • IVA al 24,9% dal 2020
  • IVA al 25% dal 2021
  • L’aliquota agevolata, attualmente al 10%, passerà invece all’11,5% nel 2019 e al 13% dal 2020.

All’economia Cottarelli ha dedicato le prime considerazioni da premier incaricato, rilevando come negli ultimi giorni siano aumentate le tensioni sul mercato, con lo spread in salita. Il nuovo premier ha cercato di fornire rassicurazioni: “l’economia italiana è in crescita, i conti sono sotto controllo. Vi posso assicurare che un governo da me guidato garantisce una gestione prudente dei nostri conti pubblici”.

Cottarelli ha anche voluto rassicurare l’Europa e soprattutto i mercati, con cui il dialogo è definito essenziale. L’Italia, ha spiegato, può fare meglio per tutelare i propri interessi, ma sempre con spirito costruttivo, come si conviene a un paese fondatore dell’Unione, con un ruolo essenziale, come è essenziale la partecipazione all’Eurozona.

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