Giochi e scommesse: gli italiani giocano (ma lo Stato vince)

Dai dati del Libro Blu 2018 dei Monopoli emerge che lo Stato è il vero vincitore del settore, con 10 miliardi di euro incassati

Un popolo di santi, poeti, navigatori… e giocatori. La passione degli italiani per scommesse e giochi d’azzardo è dura a morire: nel 2018 sono stati spesi 19 miliardi di euro nei vari concorsi.

Una cifra elevata, anche se (leggermente) in calo rispetto a quanto speso nel 2017. Stando ai dati diffusi dalle Agenzie delle Dogane e dei Monopoli nel “Libro Blu 2018”, il calo anno su anno è del 2%. Una percentuale minima, ma che potrebbe essere un segnale per un’inversione di tendenza che coinvolgerà l’intero settore. Il Governo, infatti, ha introdotto diversi provvedimenti per tentare di arginare il fenomeno della ludopatia e già dai prossimi mesi potrebbero esserci i primi risultati.

Dal Libro Blu 2018 è possibile anche ricavare informazioni su quelli che sono i giochi preferiti dagli italiani. Dei 19 miliardi di euro, il 62,6 % delle entrate da gioco proviene da videopoker e slot machine, per un totale di oltre 11 miliardi di euro; il 25,1% deriva da Lotto e lotterie come Superenalotto e Gratta e Vinci (4,5 miliardi di euro, la parte restante, per un totale di quasi 4 miliardi di euro, è generato da altri tipi di giochi come scommesse sportive, bingo o poker cash.

Il vero vincitore dei giochi d’azzardo e scommesse, però, non è chi fa le puntate o chi infila i soldi nelle macchinette. A vincere è sempre il banco. In questo caso, lo Stato italiano. I vari provvedimenti del Governo per contrastare la ludopatia (come le norme per inasprire il prelievo fiscale presenti del Decreto Dignità) hanno permesso all’Erario di aumentare il livello di tassazione, ora arrivato al 55,2% del totale giocato. Così, dei 18 miliardi di euro che gli italiani hanno “investito” nei vari giochi e nelle varie lotterie, circa 10 sono finiti direttamente nelle casse dello Stato.

Altro leitmotive del 2018 è stato il contrasto al gioco d’azzardo illegale. In particolare, l’azione dei Monopoli di Stato (in collaborazione con Polizia Postale e Guardia di Finanza) si è concentrata sui portali di scommesse illegali. Nel solo 2018 ne sono stati chiusi e sequestrati 1.042. In questo modo, spiegano i vertici delle Agenzie delle dogane e dei monopoli, non si tutela solamente lo Stato, ma anche i giocatori e gli operatori che agiscono nella piena legalità.

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