Web Tax, al G7 prove di accordo Usa-Europa

Il segretario al Tesoro Steven Mnuchin a fine vertice ha sottolineato come su questo punto “sono stati fatti passi in avanti significativi ma c’è ancora del lavoro da fare”

(Teleborsa) – Ieri sera con il progetto di una web tax comune sui giganti di internet ancora in alto mare, i ministri dell’Economia e delle Finanze dei Paesi del G7 (Francia, Italia, Usa, Gran Bretagna, Giappone, Canada e Germania) riuniti nel castello di Chantilly, a nord di Parigi, avevano annunciato che la discussione sarebbe durata “tutta la notte”. E così è stato. Dopo lunghe trattative l’intesa sulla sospirata tassa sui colossi del web, recentemente approvata in modo unilaterale dalla Francia ed osteggiata dall’amministrazione Usa, infine, è stata trovata.

“I ministri delle finanze hanno trovato un consenso sull’urgenza di fronteggiare le sfide fiscali poste dall’economia digitale”, si legge nel documento finale distribuito dalla presidenza francese del G7 delle Finanze a Chantilly. Il ministro francese dell’Economia e padrone di casa, Bruno Le Maire, al termine del vertice si è congratulato per quello che ha definito un “accordo del G7 per tassare le attività senza presenza fisica, in particolare, le attività digitali” legate a internet. “È la prima volta che gli Stati membri del G7 si mettono d’accordo su questo principio”, ha puntualizzato Le Maire. Un consenso che potrebbe facilitare gli attuali negoziati in sede Ocse per giungere all’accordo sulla “digital tax” entro il 2020. Dopo le tensioni degli ultimi giorni con gli Usa che, dopo il via libera del parlamento di Parigi ad una prima digital tax unilterale (Taxe Gafa), erano arrivati a minacciare ritorsioni, Le Maire ha parlato di “colloqui amichevoli” con l’omologo Usa, Steven Mnuchin.

Il G7 ha anche trovato un consenso di massima sull’altra priorità della presidenza francese, ovvero la tassa minima globale sulle società. Rimane, tuttavia, ancora da definire il livello di imposizione. Se secondo Parigi deve essere fissato tra il 13 e il 15%, nel testo conclusivo del G7 si dice che “dipenderà dalle caratteristiche concrete delle regole”. Un tema sul quale il G7 “auspica progressi supplementari nel contesto del G20 e un accordo globale sulle grandi linee dell’architettura di queste regole entro gennaio 2020”.

 

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