Flat tax, taglio aliquote Irpef: quanto si risparmierebbe

Simulazioni per misurare l’impatto sulle tasche dei contribuenti di entrambe le rimodulazioni IRPEF considerate dal Governo

Negli ultimi giorni anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria – garante dei conti italiani in Europa – ha aperto all’ipotesi di una riduzione dell’Irpef. L’idea di ridurre da cinque a tre le aliquote comporta un vantaggio anche per i redditi bassi, ma di fatto ci sarebbe un “vantaggio significativamente maggiore” per i redditi medio alti. Nel dettaglio, spiega al sito delle piccole-medie imprese pmi.it Domenico Proietti, segretario confederale Uil, : “il beneficio più consistente, pari a 1.680 euro annui, andrebbe a circa il 2% dei lavoratori”.

Il sindacato confederale ha effettuato delle simulazioni per misurare il possibile impatto sulle tasche dei contribuenti di entrambe le rimodulazioni IRPEF considerate dal Governo, ossia la riduzione delle aliquote oppure il taglio di un punto percentuale limitato al primo scaglione di reddito, che passerebbe quindi dal 23% al 22%.

Ipotesi riduzione scaglioni
Se la prima ipotesi – quella della riduzione a tre scaglioni – venisse confermata, secondo Proietti avrebbe il vantaggio di rappresentare un “approccio profondamente diverso” rispetto alla versione originaria della flat tax. Vediamo i numeri, basati su un’ipotesi di tre scaglioni IRPEF così modulati:

21% fra i 15mila e i 28mila euro,
38% fra i 28mila e i 75mila euro,
43% sopra i 75mila euro.

Rispetto all’attuale tassazione, un lavoratore che guadagna 15mila euro all’anno risparmierebbe 300 euro, che spalmati su 13 mensilità significa 23 euro al mese. Per un contribuente invece sopra i 75mila euro, il risparmio fiscale è pari a 1.680 euro all’anno, 129 euro al mese.

Nella tabella di pmi.it i risparmi per le diverse classi di reddito

Aggregando i dati in base al numero di contribuenti appartenenti alle diverse classi di reddito, il maggior risparmio fiscale, pari a 129 euro mensili, andrebbe al 2% dei contribuenti, mentre coloro che guadagnano fra i 15mila e 29mila euro, che rappresentano il 40% dei contribuenti, avrebbero un beneficio fra i 23 e gli 83 euro mensili.

Ipotesi taglio primo scaglione
La seconda ipotesi prevista dal Governo prevede invece un punto percentuale in meno per i redditi fino a 15mila euro, che quindi pagherebbero un’IRPEF pari al 22%. Ecco l’impatto sui diversi redditi sempre dalla tabella elaborata da pmi.it:

Il massimo del risparmio è di 12 euro al mese.

Dunque, la riduzione del primo scaglione di reddito avrebbe un impatto davvero trascurabile per le tasche degli italiani (soprattutto rispetto alla rivoluzione della flat tax al 15% per Partite IVA fino a 65mila euro ed al 20% fino a 100mila euro), mentre la riduzione delle aliquote comporterebbe un vantaggio maggiore ma concentrato nelle tasche dei più ricchi (per risparmiare almeno 100 euro al mese tocca guadagnare minimo 70mila euro l’anno.

Senza una flat tax che riguardi anche le persone fisiche, si configura una netta disparità di trattamento, a vantaggio di professionisti e imprese. L’obiettivo di Governo è arrivarci entro il 2021, ma le coperture al momento non sembrano esistere.

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