Flat tax Salvini, mancano 8 miliardi di coperture. Addio detrazioni

Con gli impegni autunnali, spazi di manovra limitati per la riforma fiscale. L'unica strada è cancellare le detrazioni

In seno al governo continua il confronto sulla Flat tax proposta dalla Lega nel discusso incontro al Viminale con le parti sociali. Di Maio prova a stanare Salvini sulle coperture, che effettivamente sono parecchio ridotrte dagli impegni autunnali. Per finanziarla inevitabile cancellare le detrazioni fiscali.

Mancano 8 miliardi
La partita sulle coperture è tutta da giocare. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha fissato paletti chiari: l’alleggerimento delle tasse dovrà essere realizzato compatibilmente con gli spazi di bilancio disponibili, senza dunque mettere a rischio i conti pubblici. In autunno potrebbero essere disponibili per il pacchetto fiscale non più di 4-5 miliardi della manovra da 30-35 miliardi che si va profilando, oltre 23 dei quali già ipotecati dalla sterilizzazione delle clausole Iva. Lasciando dunque scoperti almeno due terzi del piano messo a punto dall’ex sottosegretario Armando Siri.

Addio detrazioni
La Lega propone un’aliquota unica al 15% per tutti i redditi fino a cinquantacinquemila euro. L’ex sottosegretario Armando Siri calcola benefici fino a tremilacinquecento euro per venti milioni di famiglie monoreddito. Circa 70 miliardi in meno di minori entrate per lo Stato. Dunque un paese come l’Italia, costretto dalla Commissione europea ad una manovra correttiva da 8 miliardi, dovrebbe finanziare una riforma fiscale che ne costerebbe settanta. E’ evidente, e nessuno a partire da Armando Siri lo ha nascosto, che la riforma dovrebbe portare con sé l’abolizione di tutte le detrazioni esistenti. Che valgono fra i cinquantacinque e i settantacinque miliardi di entrate l’anno, tenendo conto anche di quelle concesse da Comuni e Regioni.

I dubbi della Lega
Le detrazioni di pesa sono sostanzialmente tre: le detrazioni per lavoro dipendente, per figli a carico e il mutuo sulla casa. Grazie a questi tre sconti la quasi totalità delle famiglie con reddito fino a ventimila euro lordi l’anno non paga un euro di tasse. In caso di cancellazione queste famiglie si troverebbero a pagare imposte fin qui mai pagate? E viceversa se – come dice Siri – “nessuno darà più di quanto accade oggi”, con quali soldi verrà coperta la differenza? Verrà abolito il bonus Renzi? Scatteranno gli aumenti Iva già messi a bilancio per il 2020? Certo, c’è l’ipotesi della Pace Fiscale 2. Ma quella sarebbe ancora una volta una misura una tantum.

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