Flat tax: ora la partita Iva è meglio di un’assunzione

Il calcolo del vantaggio fiscale a parità di reddito per un dipendente e una Partita IVA individuale che applica la flat tax al 15% fino a 65mila euro: pro e contro

Quale effettivo impatto avrà l’introduzione della flat tax al 15% sul lavoro autonomo? Secondo diverse analisi, fra cui quella del Centro Studi fiscali Eutekne.infodel ripresa da pmi.it, lo renderà più remunerativo rispetto al lavoro dipendente.

Essendo applicabile fino a un reddito di 65mila euro (che con la tassazione piena scontano l’aliquota fiscale più alta) risulta particolarmente conveniente man mano che si alza il reddito. E comporta un vantaggio per la Partita IVA individuale che applica la flat tax:

  • è intorno al 10% su un reddito di 20mila euro,
  • sale al 20% intorno ai 30mila euro,
  • supera il 30% per i redditi fra i 60 e 65mila euro.

La convenienza resta anche applicando l’aliquota del 20% che scatterà dal 2020 in base alla manovra economica.

Stando ai calcoli il vantaggio riguarda in particolare coloro che guadagnano fra 35mila e 80mila euro lordi annui. Lo studio prende come riferimento diverse ipotesi di reddito e calcola il risparmio fiscale che si ha applicando la flat tax al 15% invece della tassazione ordinaria.

Dunque, aumenta il vantaggio fiscale per i lavoratori autonomi rispetto a quelli dipendenti, controbilanciato dalle minori tutele di questa tipologia di prestazione lavorativa rispetto all’assunzione da lavoro dipendente in termini di rischio di perdere il lavoro, trattamenti di fine rapporto, ammortizzatori sociali.

Flat tax: ora la partita Iva è meglio di un’assunzione