Flat Tax, monito della Corte dei Conti: “Rischi gravi da taglio shock delle tasse”

"Mettere mano al riassetto delle tasse e dei tributi può considerarsi una priorità. Un'operazione da portare avanti non in un clima emergenziale, ma attraverso ponderate ed equilibrate strategie di lungo respiro", ha detto il PG Avoli

Mentre il Ministro dell’Economia Tria vola a Osaka in Giappone in occasione del G20 e anche a Roma si continua a lavorare senza sosta per cercare di evitare la procedura d’infrazione, sullo sfondo non si spegne il dibattito sui prossimi passi dell’esecutivo, con particolare riferimento alla Flat Tax, “spinta” dal Ministro Salvini che in più occasioni l’ha definita una priorità impossibile da rimandare.

E, proprio sull’argomento, nella giornata di ieri si registra il “parere” della Corte dei Conti che predica cautela sulla maxi sforbiciata fiscale che il Governo ha intenzione di inserire nella prossima legge di Bilancio. “Mettere mano al riassetto delle tasse e dei tributi può considerarsi una priorità. Un’operazione da portare avanti non in un clima emergenziale, ma attraverso ponderate ed equilibrate strategie di lungo respiro”, ha detto il Procuratore Generale della Corte dei conti, Alberto Avoli, nel corso della cerimonia di parificazione del rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2018.

“Il debito italiano ha probabilmente raggiunto i limiti massimi di sostenibilità” e “ha un costo finanziario gigantesco”, ha proseguito trattando il tema al centro della possibile procedura d’infrazione dell’Europa contro l’Italia.

NO A SHOCK FISCALE – Come detto, seppur il taglio delle tasse è da considerarsi appunto una priorità, finanziare un’operazione di questo tipo soltanto con un aumento del deficit rischia di rivelarsi un boomerang, a causa degli effetti negativi che potrebbe avere l’incremento del debito: un riordino delle deduzioni fiscali e un riassetto delle tasse è una priorità, ma lo ‘choc fiscale’ evocato dalla Lega, senza coperture nel breve termine, “potrebbe avere ripercussioni gravi, tali da annullare o ridurre molto i benefici della rimodulazione delle aliquote“.

Nel 2018 diminuisce recupero evasione – Diminuisce nel 2018 il gettito recuperato dalla lotta all’evasione. E’ quanto emerge dalla relazione sul rendiconto di  Granelli, Presidente di coordinamento delle Sezioni riunite della Corte dei Conti, che evidenzia la flessione delle attività di accertamento e controllo, al netto degli introiti riferibili a forme di condono e comprensive delle sanzioni e degli interessi. Nel 2018 infatti, si legge, “il gettito ammonta a 17 miliardi euro in flessione del 7,2% rispetto al 2017″.

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