Flat Tax, la frenata di Salvini: “Non subito e non per tutti, ma la faremo”

Dichiarazioni di facciata a parte, appare più che evidente che il governo ha scelto di imboccare la strada della cautela, scegliendo di restare nel perimetro delle regole europee

Prima l’accelerazione, poi la frenata. Che Matteo Salvini giochi gran parte della sua “partita” politica in campo fiscale è ormai cosa nota. 

In questi mesi, a più riprese, il mantra sbandierato dal Vicepremier leghista è stato senza dubbio la Flat Tax, definita senza giri di parole una necessità improrogabile, in cima alla lista dell’agenda di Governo.

“È una bella giornata per l’Italia nonostante quelli che tifavano per il contrario. Niente procedura di infrazione, lo spread giù, posti di lavoro al massimo storico. Piano piano il motore si è riavviato e il motore ha bisogno di benzina e la benzina è il taglio delle tasse. Il taglio delle tasse è la Flat tax, per lavoratori e famiglie. E la faremo, non per tutti e non subito, però un sostanzioso taglio delle tasse per tanti italiani è un obiettivo”.

Queste le parole di Matteo Salvini subito dopo che l’esecutivo era riuscito a convincere Bruxelles a fare marcia indietro sulla paventata procedura d’infrazione grazie a quella che lo stesso Tria ha definito una  “una correzione molto forte che ha portato ad un aggiustamento strutturale dello 0,3-0,4% il più grosso fatto negli ultimi anni”.

Al netto del dibattito sulla procedura, ormai archiviata, in tanti non hanno potuto fare a meno di notare una sfumatura nelle parole del Vicepremier che si traducono in una differenza sostanziale nelle intenzioni: da “subito” a “non subito” e “non per tutti”, il passo è breve.

Dichiarazioni di facciata a parte, appare più che evidente che il governo ha scelto di imboccare la strada della cautela, scegliendo di restare nel perimetro delle regole europee.
Sì, perchè Roma resta una osservata molto speciale.

 
La Flat Tax resta comunque un impegno prioritario  ma non c’è fretta. L’obiettivo è non divergere rispetto alle indicazioni dell’Europa. Tradotto: se e quando la Flat Tax si farà non sarà finanziata in deficit.

Una possibilità alla quale invece Salvini, appena qualche giorno, aveva aperto: In deficit? “Se ne faranno comunque una ragione a Bruxelles, la proposta è pronta”, aveva detto il Ministro dell’Interno. Con il Ministro Tria pronto immediatamente a smentire, giudicando  impossibile per il nostro paese fare la Flat Tax in deficit nella prossima legge di Bilancio. Parole che, mai come oggi, suonano come un diktat. 

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