Fisco, tassazione record a fine anno: quanto pagheranno gli italiani

I contribuenti, nel mese di dicembre, sono chiamati a versare nelle casse statali quasi 43 miliardi di euro

Feste e tasse: si avvicina il periodo natalizio e si avvicinano anche una serie di scadenze relative al fisco che porteranno nelle casse statali, nel mese di dicembre, circa 43 miliardi di euro. I pagamenti a cui sono chiamati i contribuenti italiani, come rilevava la Cgia di Mestre, avranno ripercussioni negative sugli acquisti del periodo che, secondo le attese, diminuiranno rispetto all’anno precedente.

Per la precisione, l’incasso delle imposte di fine anno è previsto per un totale di 42,9 miliardi di euro. A rimpinguare le casse ci sarà il saldo dell’Imu-Tasi, che va fatto entro lunedì 16 dicembre. Ad essere interessati sono circa 18 milioni di proprietari e inquilini che devono onorare il fisco con 9,6 miliardi. Probabilmente si tratta dell’ultimo pagamento delle due tasse in questa modalità, visto che in futuro i due tributi, se verrà confermata la “fusione” prospettata dalla legge di Bilancio per l’anno prossimo, saranno saldati assieme.

Gli altri corposi appuntamenti fiscali interessano il pagamento delle ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori, che vale 13,6 miliardi, e il versamento dell’Iva, per cui si attendono 19,7 miliardi. Il dato complessivo di 42,9 miliardi inerente alle tasse risulta, tra l’altro, sottostimato poiché non tiene in considerazione l’eventuale pagamento dell’ultima rata della Tari che, in molti Comuni, avviene a dicembre.

Inoltre, l’analisi della Cgia di Mestre spiega che al gettito di quasi 43 miliardi sopra citato ne vanno aggiunti altri 11 provenienti dalle tredicesime che sono state o stanno per essere liquidate. Versamento che, comunque, sarà effettuato dal sostituto di imposta per conto dei lavoratori dipendenti e dall’Inps per i pensionati. In entrambi i casi la scadenza del versamento Irpef è il 16 gennaio 2020.

“Negli ultimi anni – ha spiegato il segretario della Cgia Renato Mason – un carico tributario eccessivo e una platea di servizi erogati dall’Amministrazione pubblica in flessione, sia in termini di qualità che di quantità, hanno contribuito sensibilmente alla contrazione della domanda interna e degli investimenti. Alle piccole e piccolissime imprese, l’effetto combinato delle troppe tasse, del calo dei consumi delle famiglie e della contrazione dei prestiti bancari ha procurato squilibri finanziari tali da costringere tantissimi artigiani e piccoli commercianti a chiudere definitivamente l’attività”.

Per di più, la situazione continua a non dare prospettive rosee in termini di acquisti, nemmeno per quanto concerne il periodo natalizio imminente. “Se la spesa natalizia registrata l’anno scorso ha sfiorato i 10mld di euro, va ricordato che negli ultimi 10 anni è crollata del 30%“, ha dichiarato il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo che ha reso noto che le stime, per il 2019, si aspettano una diminuzione del 2% sugli acquisti rispetto al 2018.

“Questa contrazione – continua Zabeo – ha penalizzato soprattutto i negozi di vicinato, mentre gli outlet e la grande distribuzione sono riusciti, almeno in parte, ad ammortizzare il colpo inferto dall’e-commerce che, negli ultimi 4-5 anni, ha assunto dimensioni sempre più importanti. Con meno tasse e con una tredicesima più pesante, daremmo sicuramente più slancio alla domanda interna che, in Italia, rimane ancora troppo debole, anche nei restanti 11 mesi dell’anno”.

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