Fisco, Pagelle fiscali promosse: boom dei ricavi dichiarati

Il 39% delle imprese cui si applicano gli ISA ha raggiunto un voto pari almeno ad 8: per loro niente controlli fiscali 

Mandati in soffitta gli Studi di settore, dal 2019 si è ufficialmente aperta l’era degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) che, come spiega il MEF, “rappresentano  i nuovi indicatori statistici introdotti dall’Agenzia delle Entrate per valutare l’affidabilità fiscale di imprese e lavoratori autonomi, concepiti con l’obiettivo di passare da strumenti con mera funzione di accertamento a strumenti basati sull’adempimento spontaneo degli obblighi tributari e che stimolino la cooperazione tra Fisco e contribuenti” .

IL FISCO DA’ I VOTI – Il meccanismo è piuttosto semplice, proprio come fossimo a scuola: il fisco, nella parte del maestro,  da un voto, sulla classica scala, che va da uno a dieci, che definisce il grado di fiducia che può riporre su ciascun singolo contribuente.
Gli “studenti” più virtuosi, che in questo caso altro non sono che i contribuenti più affidabili, quelli, cioè, che rispettano tutti i parametri dell’Indice, godranno di alcuni benefici, come ad esempio l’esclusione o la riduzione dei termini per le verifiche fiscali.

In particolare, gli Indici prendono in considerazione la plausibilità dei ricavi o dei compensi, del valore aggiunto e del reddito, l’affidabilità dei dati dichiarati, le eventuali anomalie economiche. Accanto a questi ci sono indici di anomalia, con un valore da zero a cinque, che determinano la “pagella”, ossia la  valutazione finale.

PROMOSSE 4 IMPRESE SU 10 –  Nella giornata di ieri il Mef ha pubblicato le Analisi e Statistiche sulle dichiarazioni fiscali 2019, dal quale emerge che il  39% delle imprese cui si applicano gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) hanno raggiunto un voto pari almeno ad 8 e saranno quindi niente controlli fiscali.

Con ISA boom ricavi dichiarati – I ricavi/compensi totali dei contribuenti soggetti agli ISA  riferiti all’anno d’imposta 2018, sono risultati pari a 795,5 miliardi di euro, in aumento del 9,1% rispetto al totale dichiarato dagli Studi di Settore del 2017, mentre i ricavi/compensi medi dichiarati sono pari a 249.430 euro, in aumento dell’8,9%.

L’incremento dei ricavi/compensi medi dichiarati per macrosettore economico – precisa il MEF – va da un minimo del 5,4% del commercio, ad un massimo dell’11,0% del settore dei servizi, seguito dalle manifatture (+8,8%) e dal settore dei professionisti (+8,6%). Per l’agricoltura non è possibile analizzare la variazione percentuale, poiché tale settore non era preso in esame dagli Studi di Settore.

Il report evidenzia che il reddito totale dichiarato nel 2018 è pari a circa 113,9 miliardi di euro, in considerevole aumento (+24%) rispetto a quello calcolato con gli Studi di Settore del 2017, sottolineando come il “reddito totale dichiarato nel 2017 sia stato particolarmente basso in virtù della modifica del criterio di determinazione del reddito d’impresa in contabilità semplificata da “competenza” a “cassa”. Il reddito medio totale dichiarato nel 2018 è pari a 35.735 euro: 33.200 euro per le persone fisiche, 45.000 euro per le società di persone e pari a 35.200 euro per le società di capitali ed enti”.

LA PLATEA – Il numero di soggetti interessati dagli ISA nel 2018 ha riguardato 3.189.124 contribuenti (di cui il 60% persone fisiche), in leggero aumento (+0,18%) rispetto alla platea dei soggetti a cui sono stati applicati gli Studi di Settore del 2017. Analizzando la distribuzione territoriale, il 51% è concentrato al Nord Italia: nel Sud e Isole la percentuale è pari al 27%, mentre al Centro del 21% sul totale.

FLAT TAX REGINA -Sfiora, invece, 1,4 milioni la schiera di professionisti e autonomi in regime forfettario .Se qualcuno avesse ancora dubbi sul fatto che la flat tax è il regime più  desiderato, troverà conferma nel report diffuso dal dipartimento delle Finanze.

 

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