Fisco, “pace” fiscale per finanziare la Riforma delle aliquote. Ecco come

(Teleborsa) – Condono. Nessuno dica quella parola, sicuramente non gradita a Bruxelles che, come noto, non ama le misure una tantum, di cui precedenti governo hanno fatto largo uso ed abuso. Meglio parlare di “pace” fiscale, un termine che meglio si adatta a quella che, almeno nello spirito, si vuole presentare come una completa riforma del Fisco.

E pace fiscale sarà sotto l’egida del nuovo governo Lega-M5S, anche se sui dettagli e sulla portata bisognerà ancora trovare un accordo. A riarlare di “pace fiscale” è statoil Premier Giuseppe Conte, presente al Forum Ambrosetti di Cernobbio, ma per chi aveva mal interpretato il termine è arrivata la pronta risposta di Palazzo Chigi: “Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non ha mai parlato di condono fiscale”, ma “ha ragionato di una riforma fiscale che prevede come primo passaggio introduttivo la pacificazione fiscale“.

Tre aliquote per la riforma del fisco che procederà step by step – La riforma del Fisco compare nel “Contratto” do Governo e prevede una “flat tax” tarata su due aliquote – il 15% per redditi sino a 80 mila euro, il 20% per quelli superiori – ed una serie di detrazioni per i componenti il nucleo familiare. Costo 50 miliardi. Per questo motivo la riforma fiscale sarà attuata in più fasi (lo ha chiarito anche il Ministro Tria), partendo nel 2019 con le partite IVA e le PMI: per queste sarebbero previste tre aliquote (5% per le start up, 15% per i professionisti con giro d’affari sino a 65 mila euro, 20% per gli altri purché non si superi la soglia dei 200 mila euro).

La pace fiscale solo per i “piccoli” debitori mentre prosegue la lotta ai grandi evasori – Sempre il Contratto sul quale viene regolamentata l’azione di Governo prevede già una sorta di pace fiscale, che non è un condono, ma una specie di “sanatoria” o “rottamazione delle cartelle” in forma allargata, che potrebbe portare a reperire quasi la metà della cifra richiesta a finanziare la flat tax (attorno ai 20 miliardi). La misura però riguarderà solo i piccoli debitori (fino a 200 mila euro) e non anche i grandi evasori, rispetto ai quali proseguirà la campagna dissuasiva del governo. La pacificazione dovrebbe prendere la forma della rottamazione delle cartelle Equitalia e quindi “a sconto” e con pagamento a forfait (dal 6% fino al 25% dell’importo totale del debito con il Fisco a seconda del reddito del contribuente). Gli effetti della pace fiscale non si vedranno subito ma si punta a recuperare almeno 3,5 miliardi il primo anno, vale a dire nel 2019, in quanto sino al 2018 è in piedi la rottamazione delle cartelle Equitalia.

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