Fisco: obbligo e-fattura per i forfettari dal 1° luglio

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo che esclude solo le micro Partite IVA al di sotto dei 25mila euro

Con il la pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale, è stato confermato per i forfettari l’obbligo a partire dal primo luglio di fatturazione elettronica. Dall’obbligo sono stati esclusi fino al 31 dicembre 2023 solo i contribuenti con ricavi/compensi non superiori a 25mila euro. Scatta quindi la misura anti evasione che prevede l’invio delle fatture elettroniche attraverso il Sistema di interscambio (Sdi) anche per tutte le operazioni tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio italiano, ma che comprende anche i dati delle operazioni transfrontaliere, perché alla stessa data entra in vigore l’abolizione dell’Esterometro.

Per chi scatta l’obbligo

Il decreto attuativo stabilisce che l’obbligo di fatturazione elettronica scatterà anche per i contribuenti che rientrano nel regime di vantaggio, per i contribuenti in regime forfettario (articolo 1, commi da 54 a 89, legge 190/2014) e per i soggetti passivi (associazioni sportive dilettantistiche ed enti del terzo settore) che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione del regime speciale ai fini IVA delle imposte sui redditi e che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito dall’esercizio di attività commerciali proventi per un importo fino a 65mila euro.

Sono esonerati dall’obbligo invece fino al 31 dicembre 2023 e potranno continuare ad emettere fatture cartacee le piccole Partite IVA che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 25mila euro. Per questi soggetti, l’obbligo di fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio scatterà infatti a partire dal 1° gennaio 2024.

Per tutto il 2022 resta invece per due categorie di operatori il divieto di emettere fatture elettroniche: cioè i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria ai fini dell’elaborazione delle dichiarazioni dei redditi precompilate e i soggetti non tenuti all’invio dei dati al Sistema TS, relativamente alle prestazioni sanitarie nei confronti delle persone fisiche.

Le sanzioni

Per il terzo trimestre del 2022, ossia da luglio a settembre, le nuove Partite IVA chiamate ad emettere fattura elettronica avranno più tempo rispetto agli ordinari 12 giorni prescritti per la fattura “immediata”: si potrà caricare sullo SdI la fattura elettronica entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Per questo periodo cuscinetto, dunque, non scatterà la sanzione amministrativa contro la violazione degli obblighi di documentazione e registrazione di operazioni non imponibili, esenti, non soggette a Iva o soggette all’inversione contabile. In questi casi, la multa è di importo compreso tra il 5% e il 10% dei corrispettivi non documentati o non registrati, con un minimo di 500 euro e di importo tra 250 e 2mila euro se l’irregolarità non rileva neppure ai fini della determinazione del reddito.