Fisco, niente più cartelle per piccoli debiti

Le novità del disegno di legge che vuole garantire maggiori tutele per i contribuenti nella fase della riscossione

Presto potremmo dire addio alle cartelle per i piccoli debiti. Lo prevede il ddl n. 4042 in questi giorni al vaglio della Commissione alla Camera e destinato a modificare il d.P.R. n. 602/1973, in materia di riscossione mediante ruolo, e alla legge n. 228/2012, in materia di sospensione della riscossione delle somme iscritte a ruolo, nonché a fornire interpretazione autentica in materia di termini per la notificazione degli atti e per la prescrizione dei crediti. Obiettivo dell’iniziativa legislativa è quello di introdurre misure volte a garantire maggiori tutele per i contribuenti nella fase della riscossione.

ADDIO AL LIMITE DI 20MILA LIRE – Con una modifica all’art. 12-bis, il ddl modificherebbe l’attuale e anacronistico limite di valore alla possibilità di iscrivere a ruolo debiti (le vecchie “ventimila lire” valore fermo dal 1973).
Questo verrà sostituito con un valore decisamente più ampio costituito dal triplo del contributo unificato di iscrizione a ruolo, dovuto nel processo civile, nel processo amministrativo e nel processo tributario.
In tal modo si limita, dunque, il ricorso alla procedura di riscossione mediante ruolo per crediti di modesta entità, indirizzando gli enti creditori verso procedure meno gravose per i contribuenti.

I DATI OBBLIGATORI – Inoltre, si integra la disciplina sul contenuto necessario del ruolo prevedendo che debbano essere indicati: il codice fiscale del contribuente; la specie del ruolo; la data in cui il ruolo diviene esecutivo; il riferimento all’eventuale precedente atto di accertamento o altro atto presupposto; la motivazione, anche sintetica, della pretesa; per i ruoli straordinari viene stabilito che la motivazione deve indicare i presupposti di fatto e di diritto che giustificano il fondato pericolo per la riscossione.
Il ruolo deve contenere altresì l‘indicazione analitica degli interessi maturati sino alla data di formazione del ruolo e di quelli successivi, in qualunque modo definiti, e i rispettivi criteri di calcolo, nonché la specifica delle sanzioni applicate. In difetto delle indicazioni sopraddette si stabilisce che non può farsi luogo all’iscrizione.

RATEAZIONE DEL PAGAMENTO – Si modifica poi la disciplina relativa alla rateazione del pagamento. In proposito, viene anzitutto chiarito che la presentazione della richiesta di rateazione non costituisce in nessun caso riconoscimento del debito. Inoltre, si modifica la disciplina in caso di decadenza per il mancato pagamento, nel corso del periodo di rateazione, di cinque rate anche non consecutive. In tal caso la disciplina vigente prevede che il carico può essere nuovamente rateizzato se, all’atto della presentazione della richiesta, le rate scadute alla stessa data sono integralmente saldate: il nuovo piano di dilazione può essere ripartito nel numero massimo di rate non ancora scadute alla medesima data.
Le modifiche recate dalla proposta di legge a tale ultima normativa prevedono la possibilità di accedere a un nuovo piano di rateazione con il pagamento di solo un terzo delle rate scadute. Inoltre si prevede che il nuovo piano possa avere il numero massimo di rate consentito originariamente.

INTERESSI – La proposta di legge prevede anche che la misura degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo non possa essere superiore al tasso di interesse legale annuo come determinato con decreto del ministro dell’Economia e delle finanze (in luogo del vigente tasso del 4 per cento).

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