Fisco, nel 2017 più “leggero” di 32 miliardi

Le varie misure adottate nel corso della legislatura hanno prodotto nel 207 un alleggerimento complessivo pari a 32 miliardi di euro. Lo afferma il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan

(Teleborsa) Un alleggerimento complessivo pari a 32 miliardi di euro. E’ questo il risultato delle varie misure adottate nel corso della legislatura. Lo ha detto Pier Carlo Padoan, intervenendo al convegno “Quanto è cambiato il fisco?’ che si è svolto presso la Sala Ciampi del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il cambio di passo si è sviluppato su due fronti: la riduzione del carico fiscale e la revisione del sistema per mettere in atto interventi di semplificazione, con un nuovo rapporto tra fisco e contribuenti per favorire l’adempimento spontaneo. In particolare, le varie misure adottate nel corso della Legislatura hanno prodotto, appunto, nel 2017 un alleggerimento complessivo pari a 32 miliardi di euro.
È stato un processo integrato – ha detto Padoan – in cui i risultati si cominciano a vedere. Sono stati introdotti importanti numerosi cambiamenti che devono essere tradotti in comportamenti effettivi del fisco e dei contribuenti. Questo già si inizia vedere, ma bisogna entrare a pieno nel nuovo regime”.
Secondo Psscal Saint-Amans,  direttore del Centro per la politica fiscale dell’Ocse, “ci vuole tempo per le riforme, ma secondo noi l’Italia sta sulla strada giusta perché questa riforma strutturale ha prodotto effetti e continuerà a produrli perché il lavoro fatto bene da’ sempre ottimi risultati“.
Sul fronte delle novità, l’introduzione della dichiarazione dei redditi precompilata, la fatturazione elettronica usata da un’impresa su tre, le misure per favorire la tax compliance, il rafforzamento dei ruling internazionali. L’ultima novità riguarda un pacchetto di misure per regolare il transfer pricing, molto atteso dalle imprese.
MIGLIORARE IL RAPPORTO FISCO- CONTRIBUENTE – Quanto alla tax compliance, l’Italia “ha posto grande attenzione alla strategia complessiva”. In generale, si punta a potenziare e valorizzare il confronto preventivo tra fisco e contribuente, con l’intento di migliorare l’adempimento spontaneo, rispetto alla tradizionale attività di controllo e accertamento ex-post. Nel 2017, il 63% dei contratti di affitto è stato registrato elettronicamente (1,2 milioni su un totale di 1,9 registrazioni effettuate). Oltre il 92% delle richieste relative ai dati catastali ha ricevuto risposta elettronicamente.
La dichiarazione dei redditi precompilata è stata sottoscritta e inviata da 2,4 milioni di contribuenti. Tra le misure rivolte a contrastare le frodi IVA, la fatturazione elettronica. Ulteriori interventi riguardano la trasmissione elettronica obbligatoria delle dati sulla fornitura dei carburanti, l’abolizione delle cosiddette Carte Carburante e l’obbligo di pagare con mezzi tracciabili al fine di dedurre l’IVA e richiedere la deduzione ai fini dell’imposta sui redditi.
STUDI DI SETTORE VANNO IN SOFFITTA – Altra novità riguarda l’introduzione degli indici di affidabilità fiscale che prenderanno il posto degli studi di settore. Entreranno il vigore il 1° gennaio 2019 con l’obiettivo di promuovere la collaborazione con i piccoli e medi contribuenti attraverso il dialogo, la semplificazione e un’analisi del rischio ex-ante.

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