Fisco, MEF: migliora quadro economico. Dati ancora disomogenei per lockdown

(Teleborsa) – Il 1° marzo l’ISTAT ha diffuso i dati del PIL e dell’indebitamento delle Amministrazioni Pubbliche del quadriennio 2018-2021 e ha certificato che nel 2021 il prodotto interno lordo ai prezzi di mercato è aumentato del 7,5%. Rispetto al 2020, in termini reali, l’incremento del PIL è stato pari al 6,6%, i consumi finali nazionali sono cresciuti del 4,1% e gli investimenti fissi lordi del 17%; il rapporto tra deficit e PIL è risultato pari a -7,2% a fronte del -9,6% del 2020.

E’ quanto sottolinea il MEF secondo cui, nel corso del 2021, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica sono state pari a 496.094 milioni di euro con un aumento di 48.497 milioni di euro rispetto all’anno 2020 (+10,8%). La variazione – spiega il Ministero dell’Economia e delle Finanze – riflette in parte “il miglioramento del quadro economico, ma in parte sono ancora riscontrabili diversi fattori di disomogeneità nella distribuzione mensile del gettito per effetto del lockdown introdotto nel 2020 e delle conseguenti misure economiche e di sospensione dei versamenti adottate per affrontare l’emergenza sanitaria“. Tali misure – spiegano da via XX Settembre – hanno continuato a “influenzare il gettito relativo all’anno 2021 avendo modificato il consueto profilo temporale dei versamenti delle imposte”. Infatti, per effetto della sospensione dei versamenti, che potevano essere effettuati in unica soluzione entro il 16 marzo 2021 ovvero in quattro rate, le entrate relative al quadrimestre marzo-giugno 2021 contengono anche quote dei versamenti sospesi in scadenza nell’ultimo trimestre del 2020 (IVA e ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e su indennità di cessazione del rapporto di collaborazione a progetto).

IMPOSTE DIRETTE
Nel 2021 – fa sapere il MEF – le imposte dirette ammontano a 269.806 milioni di euro con un aumento rispetto al 2020 del 6,7% (+16.848 milioni di euro). Il gettito dell’IRPEF si è attestato a 198.203 milioni di euro in aumento di 10.679 milioni di euro (+5,7%) rispetto all’anno precedente. Positivo è risultato l’andamento delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (+7.266 milioni di euro, + 9,4%) attribuibile al fatto che dal mese di marzo 2021 i sostituti d’imposta che hanno usufruito della proroga disposta dal “Decreto ristori” hanno provveduto al versamento delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e su indennità di cessazione del rapporto di collaborazione a progetto corrisposti nell’ultimo trimestre del 2020. Anche le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico hanno mostrato un incremento di 1.329 milioni di euro (+1,7%) così come quelle sui redditi dei lavoratori autonomi (+1.119 milioni di euro, + 10,4%).

I versamenti IRPEF da autoliquidazione hanno segnato un incremento minimo di 187 milioni di euro (+1%).

L’IRES, che risente dell’andamento negativo dei versamenti in acconto (-5,2%) e a saldo (-7,2%), è diminuita di 1.917 milioni di euro (- 5,7%).

Tra le altre imposte dirette vanno segnalati gli incrementi delle entrate dell’imposta sostitutiva sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale (+2.290 milioni di euro), delle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+959 milioni di euro) e delle entrate dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione beni d’impresa (+3.294 milioni di euro) a seguito dei provvedimenti introdotti dal decreto legge n. 104/2020 (decreto agosto).
IMPOSTE INDIRETTE
Le imposte indirette ammontano a 226.287 milioni di euro, con un incremento di 31.648 milioni di euro (pari al + 16,3%). Alla dinamica positiva ha contribuito l’aumento dell’IVA (+23.928 milioni di euro, +19,3%) e, in particolare, la componente di prelievo sugli scambi interni (+18.582 milioni di euro, +16,3%) e sulle importazioni (+5.346 milioni di euro, +53,2%).

Tra le altre imposte indirette, le entrate dell’imposta di registro hanno registrato un aumento di 1.281 milioni di euro (+32,7%). Positivi risultano anche gli andamenti delle entrate derivanti dall’imposta di bollo (+256 milioni di euro, + 3,8%), dall’imposta ipotecaria (+341 milioni di euro, pari a +23,4%), dalle successioni e donazioni (+402 milioni di euro, +93,7%). Le entrate dell’imposta di fabbricazione degli oli minerali presentano un incremento di +2.565 milioni di euro (+12,1%).

Le entrate relative ai giochi ammontano nel 2021 a 12.401 milioni di euro (+1.895 milioni di euro, +18%).

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO
Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si sono attestate a 8.587 milioni (-264 milioni di euro, pari a -3,0%) di cui 4.210 milioni di euro (+235 milioni di euro, +5,9%) affluiti dalle imposte dirette e 4.377 milioni di euro (-499 milioni di euro, -10,2%) dalle imposte indirette.

Questi andamenti “riflettono gli effetti del decreto legge n. 99/2021 che ha disposto dal 30 giugno al 31 agosto 2021 un’ulteriore proroga dei termini di notifica delle cartelle di pagamento e degli avvisi di accertamento esecutivo la cui scadenza ricadeva nel periodo dall’8 marzo 2020 al 31 agosto 2021”.

Nel mese di gennaio 2022 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 41.261 milioni di euro, con un incremento di 4.753 milioni di euro rispetto allo stesso mese dell’anno 2021 (+13%). Le imposte dirette segnano una variazione in aumento del 6,5%, mentre le imposte indirette registrano un incremento maggiore pari al +29,7%.

Le imposte dirette ammontano a 28.013 milioni di euro (+1.720 milioni di euro, +6,5%) rispetto al mese di gennaio 2021. L’andamento registrato è riconducibile essenzialmente all’IRPEF che ha evidenziato un aumento di 1.386 milioni di euro (+5,6%).
Le imposte indirette ammontano a 13.248 milioni di euro e sono in aumento di 3.033 milioni di euro (+29,7%). All’andamento positivo ha contribuito il gettito IVA (+2.338 milioni di euro, +40,0%). Il gettito IVA legato agli scambi interni segna un incremento di 1.708 milioni di euro (+34%), attribuibile sia a elementi di natura congiunturale legati alla ripresa economica sia agli interventi normativi che nel biennio 2020-2021 hanno previsto la sospensione e la proroga dei versamenti tributari e poi la ripresa degli stessi. La componente relativa alle importazioni ha evidenziato un incremento pari a 630 milioni di euro (+76,5%).

Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si attestano a 755 milioni di euro (+232 milioni di euro, +44,4%) di cui: 375 milioni di euro (+137 milioni di euro, +57,6%) derivanti dalle imposte dirette e 380 milioni di euro (+95 milioni di euro, +33,3%) da quelle indirette.