Fisco, Ipotesi riforma riscossione: cartelle cancellate dopo 5 anni

Restringere a cinque anni la prescrizione dei crediti iscritti a ruolo accorciando così i tempi della riscossione per renderla più efficiente.

Fra le diverse ipotesi sul tavolo in tema fiscale, a partire dalla riforma dell’Irpef per cui ogni partito ha la sua ricetta, resta il nodo cartelle esattoriali. L’ultima a cui lavora il governo, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero, prevede la cancellazione in automatico dopo 5 anni delle cartelle esattoriali e delle multe in caso di mancata riscossione.

Restringere a cinque anni la prescrizione dei crediti iscritti a ruolo accorcerebbe i tempi della riscossione per renderla più efficiente. Rinunciare all’illusione dei 1000 miliardi custoditi dal cosiddetto “magazzino” dell’Agezia delle Entrate, permetterebbe di fare piazza pulita delle cartelle che risultano ormai inesigibili.

Cancellazione in automatico dopo 5 anni

L’ipotesi prevede la cancellazione in automatico dopo cinque anni o la ‘restituzione al titolare’. “La revisione dell’attuale meccanismo dell’inesigibilità – spiega una fonte impegnata sul dossier citata dal quotidiano – determinerebbe la possibilità di pianificare meglio l’attività di riscossione e di ottimizzarla in relazione ai mezzi a disposizione. I risultati dell’azione che sono condizionati dal dover svolgere azioni di recupero che troppo spesso assumono carattere solo formale”.

Costi superiori ai benefici: perché cambiare

In molti casi, e per cifre basse, l’attività di recupero dell’Agenzia delle Entrate si risolverebbe infatti in un mero atto formale e comporterebbe costi superiori agli eventuali benefici. Si pensi al recupero dei crediti di persone decedute o di attività estinte.

In definitiva un approccio pragmatico, che nelle intenzioni vuole superare le riserve – di carattere etico – per una norma che più parti (e partiti) vedono come un favore e un premio ai furbetti che non pagano le multe.

Ripresa soft

Nel riavviare a fine giugno la macchina delle cartelle, sospese dal marzo 2020, si pensa di prevedere un meccanismo di ripresa dei pagamenti soft, con allungamento delle rateizzazioni soprattutto per non far perdere tale diritto a chi la rateizzazione aveva chiesto.

Numeri

Dal Ministero dell’Economia arriva, intanto, la buona notizia che migliorano, e di molto, le entrate tributarie erariali. Segnale ulteriore di una ripresa avviata. Nel primo quadrimestre dell’anno le entrate accertate in base al criterio della competenza hanno toccato quota 133,816 miliardi di euro, segnando un incremento di oltre 10 miliardi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+ 8,2%). L’effetto ripresa emerge soprattutto dal balzo dato dall’Iva (+6,380 miliardi pari a un +20,7%) e in particolare dall’Iva sugli scambi interni (+5,768 miliardi per un +21,3%). Portare a 5 anni il tempo entro il quale L’Agenzia dell Entrate-Riscossioni può riscuotere quanto dovuto, oltre il quale questi vengono dichiarati inesigibili è una decisa riduzione.

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