Fisco, flessibilità e norme comuni: la Ue prepara la rivoluzione dell’Iva

Una "misura" di libertà ha sottolineato il commissario Ue agli Affari Economici Pierre Moscovici

(Teleborsa) Maggior flessibilità e norme comuni sull’Iva per gli Stati, agevolazioni e meno burocrazia per le pmi. La Commissione europea detta le regole che portano dritto alla revisione delle norme sulla tassa, per ridurre le frodi transfrontaliere, che oggi ammontano a circa 50 miliardi di euro all’anno, sostenendo le imprese e assicurando entrate statali.

Una “misura” di libertà ha sottolineato il commissario Ue all’Economia Pierre Moscovici nel corso della presentazione del pacchetto.

Com’è ora – Attualmente gli Stati membri possono applicare sul territorio nazionale un’aliquota ridotta del 5% a due diverse categorie di prodotti. Alcuni paesi applicano anche deroghe specifiche per ulteriori aliquote ridotte.

Come sarà – Con l’introduzione delle nuove norme, la raccolta dell’Iva nei Ventotto sarebbe applicata in modo più armonico. Accanto a un’Iva standard minima del 15%, gli Stati potrebbero fissare due aliquote ridotte , comprese tra il 5% e l’aliquota ordinaria scelta dallo Stato; una tariffa ridotta compresa tra lo 0% e le aliquote ridotte; e un’esenzione dall’Iva (a “tasso zero”).

L’eccezione che conferma la regola – L’unica eccezione è una lista di beni e servizi stabilita da Bruxelles, tra cui figurano armi, alcolici e tabacco.

Norme obsolete e restrittive – “Le norme comuni dell’Ue in materia di Iva, approvate da tutti gli Stati membri nel 1992, sono ormai obsolete e troppo restrittive”, ha sottolineato il commissario Moscovici, osservando che, fra l’altro, sono state pensate quando ancora non esisteva Internet.

Ue prepara la rivoluzione – Insomma, siamo davanti a una vera e propria rivoluzione copernicana del sistema di tassazione indiretta. Se la riforma andrà in porto, non si ripeterà più il caso – ricordato in conferenza stampa dal commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici – di un Consiglio europeo in cui i capi di Stato e di governo hanno dovuto occuparsi dei pannolini per neonati, per sbloccare la richiesta di uno stato membro di ridurre l’aliquota Iva applicata a questi prodotti.

Non ci saranno più i lunghissimi negoziati in Consiglio ogni volta che c’è da allargare una lista nazionale (oggi ogni paese ne ha una diversa) dei settori a cui applicare le aliquote ridotte. E sarà superata l’attuale frammentazione del mercato unico, per cui un paese può decidere misure di sostegno per un settore economico con la riduzione dell’Iva, mentre in un altro paese la stessa riduzione per lo stesso settore è proibita dall’Ue. Sarà così sbloccata, tra l’altro, l’iniziativa legislativa europea che mira a ridurre le aliquote Iva sulle pubblicazioni elettroniche come libri, giornali e periodici elettronici.

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