Fisco e lavoro: cosa ci aspetta nel 2018?

Una rassegna delle principali novità fiscali dell’anno 2018

Fisco 7 Il nuovo anno porta sempre qualche novità in tema di fisco e previdenza. Con l’approvazione della legge di Bilancio 2018, avvenuta pochi giorni fa, le novità non mancano ed è bene prenderne nota. In questo articolo, presentiamo una rassegna delle principali novità fiscali dell’anno 2018.

Una delle novità più rilevanti da segnalare è la proroga per l’anno 2018 delle misure di superammortamento e di iperammortamento, che consentono alle imprese e ai professionisti di maggiorare le quote di ammortamento dei beni strumentali, a fronte di nuovi investimenti effettuati.

Vengono escluse dall’applicazione dell’addizionale IRES del 3,5% le società di intermediazione mobiliare. Ricordiamo che la misura era stata introdotta dall’articolo 1, comma 65 della legge n. 208/2015 (legge di Stabilità 2016).

Introdotto un limite di reddito per i figli a carico. In buona sostanza, per i figli di età non superiore a 24 anni, il limite di reddito complessivo per essere considerato fiscalmente a carico passa dagli attuali 2.840,51 euro a 4.000 euro. I riflessi fiscali della norma si avranno però solo dal 1° gennaio 2019.

Confermata anche per il 2018 la detrazione al 65% per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici, che viene ridotta al 50% per finestre e infissi, schermature solari e sostituzione di impianti di climatizzazione invernali. La proroga viene estesa anche per la detrazione al 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia, nonché per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe non inferiore ad A+.

In materia di lavoro, vengono innalzate le soglie reddituali per l’accesso al bonus 80 euro, allargando così la platea dei soggetti destinatari. Il bonus Renzi spetta ora per un reddito complessivo non superiore a 24.600 euro rispetto alla “vecchia” soglia di 24.000 euro. Resta ferma invece la misura del credito che è pari a 960 euro l’anno.

E sempre in materia di lavoro, tra gli interventi di maggior rilievo spiccano gli incentivi a favore dell’occupazione giovanile e l’obbligo per i datori di lavoro di corrispondere con modalità tracciabili le retribuzioni spettanti ai propri lavoratori dipendenti e collaboratori.

Viene infatti introdotto un incentivo strutturale a favore dei datori di lavoro privati, consistente nell’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali nel limite massimo di euro 3.000 su base annua e fino a 36 mesi, per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2018, con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o nei casi di conversione di un contratto a tempo determinato in indeterminato, per i soggetti con età inferiore a 30 (35 anni per il 2018).

Dal 1° luglio 2018 invece, entra in vigore un nuovo sistema di tracciabilità del pagamento delle retribuzioni che impone ai datori di lavoro o ai committenti di corrispondere ai lavoratori la retribuzione (o anticipi della stessa), esclusivamente attraverso strumenti tracciabili: bonifico, assegno bancario o postale, strumenti di pagamento elettronico o altro.

In tema di IRI, viene differita al 1° gennaio 2018, l’introduzione della disciplina dell’imposta sul redditi d’impresa da calcolare sugli utili trattenuti presso l’impresa. In pratica, l’articolo 55-bis del TUIR introduceva nel nostro ordinamento, con effetto dal 1° gennaio 2017, la nuova disciplina sul reddito d’impresa che si propone di assoggettare ad imposizione con la medesima aliquota del 24% tutte le forme d’impresa indipendentemente dalla natura giuridica assunta e di tassare il reddito non distribuito con il suddetto coefficiente.

Infine, nel 2018 assisteremo ad un progressivo aumento dell’assistenza on line da parte del fisco. L’Agenzia delle Entrate infatti, metterà a disposizione dei contribuenti italiani, una bozza di dichiarazione annuale dell’IVA e di dichiarazione dei redditi, con i relativi calcoli e prospetti riepilogativi, e le bozze dei modelli F24 di versamento che recano già la parte precompilata delle imposte da versare o compensare. Secondo quanto comunicato nei mesi scorsi, chi si avvale di queste semplificazioni amministrative e fiscali non avrà l’obbligo di tenuta dei registri IVA.

Altra novità è la sospensione da parte dell’Agenzia delle Entrate, fino a trenta giorni, delle deleghe di pagamento F24 che presentano compensazioni con elevati profili di rischio. Lo scopo è quello di controllare l’utilizzo del credito indicato nel modello di pagamento.

Se a queste novità, aggiungiamo anche le scadenze quotidiane, non ci vuole molto a capire che anche in questo 2018 non avremo il tempo di annoiarci. In particolare, le date più importanti da segnare nel calendario sono le seguenti:

  • 30 aprile per la presentazione della dichiarazione IVA annuale;
  • 15 maggio per presentare le domande di adesione alla rottamazione delle cartelle;
  • 23 luglio per la presentazione della dichiarazione precompilata;
  • 30 settembre per l’invio dello spesometro;
  • 31 ottobre per la presentazione del modello 770 e per le dichiarazioni dei redditi.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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