Fisco, altro rinvio cartelle in arrivo. Si va al 2022

Dopo una giornata di incontri in seno alla maggioranza sembra essersi sbloccato lo stallo su cartelle e superbonus 110%. Si va verso un nuovo (ultimo?) rinvio della riscossione delle cartelle.

La giornata di lunedì si è consumata fra una serie di vorticosi incontri in seno alla maggioranza in cui si sono ovviamente intrecciati diversi temi, dalla corsa al Quirinale agli assetti politici futuri, ma soprattutto la Manovra.

Si tratta ancora su diversi punti per trovare la quadra definitiva fra palazzo Chigi e i partiti, ma sembra si vada verso un nuovo (ultimo?) rinvio della riscossione delle cartelle esattoriali e verso l’eliminazione del tetto Isee per il Superbonus 110%.

Eliminazione tetto Isee

Via il tetto Isee da 25mila euro per poter usufruire del Superbonus 110% nel 2022 sulle abitazioni unifamiliari. C’è ampio accordo nella maggioranza sul punto, ma il governo vorrebbe contenere le spese. È così probabile che si fissi una soglia del 30% allo stato di avanzamento dei lavori per poter beneficiare dello sgravio. Dall’incontro tra il premier Mario Draghi e il presidente del M5s, Giuseppe Conte, è inoltre filtrato un sostanziale via libera allo stop per Tosap e Cosap per bar e ristoranti, ma per soli tre mesi con una spesa di soli 80 milioni di euro.

Rinvio cartelle, Forza Italia spinge

“Esprimiamo apprezzamento per la disponibilità manifestata dal governo e dai relatori a valutare una congrua ed ulteriore dilazione dei tempi di pagamento delle cartelle esattoriali che saranno notificate a partire dal primo gennaio 2022“, hanno fatto sapere fonti di Forza Italia. Il pressing del partito di Berlusconi su palazzo Chigi sembra avere vuto effetto. Per quanto i tempi siono molto stretti, visto che l’approvazione definitiva dovrà arrivare prima di fine anno.

Sciopero generale il 16

Intanto, CGIL e UIL hanno confermato lo sciopero generale in programma il 16 dicembre che apre uno squarcio tra parti sociali ed esecutivo proprio nel momento in cui la pandemia ha ripreso a correre. Il premier Mario Draghi non intende retrocedere e il segretario della Cisl, Luigi Sbarra, in disaccordo con lo sciopero del 16 dicembre indetto da Cgil e Uil, ha reso noto che il governo ha convocato i sindacati per lunedì prossimo.