Fatture elettroniche, quante sono quelle scartate

Trasmesse all'Agenzia delle Entrate oltre 1 miliardo di fatture elettroniche, pubblicati i primi dati

Arrivano i primi bilanci sull’anagrafe tributaria, in merito ai documenti inviati in via telematica dai contribuenti all’Agenzia delle Entrate. Sono stati presentati anche i dati sulle fatture elettroniche.

Dal 1° gennaio 2019 è entrato in vigore l’obbligo della fattura elettronica fra privati, dopo l’introduzione di quello fra privati e Pubblica Amministrazione.

La fattura elettronica va trasmessa online attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) e il suo scopo è quello di razionalizzare il procedimento di fatturazione e registrazione delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi ai fini dell’Iva. Sono tenuti a presentarla i soggetti titolari di partita Iva residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato italiano. Sono esclusi dall’obbligo i contribuenti minimi e forfettari.

La fattura elettronica è l’unica ammessa per documentare cessioni e prestazioni tra privati rilevanti ai fini Iva, come ha chiarito di recente la circolare n. 14/E dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata il 17 giugno 2019.

Dall’inizio dell’anno al 23 luglio, in sei mesi, sono 1,1 miliardi le fatture elettroniche trasmesse, con il Sistema di Interscambio, da parte di circa 3,3 milioni di contribuenti in tutta Italia. Il volume complessivo delle transazioni ammonta a circa 1.700 miliardi di euro.

Le fatture elettroniche scartate perché errate sono il 2,7%. Quelle memorizzate nelle banche dati dell’Agenzia delle Entrate sono poco più di un miliardo.

La città italiana con il numero più elevato di fatture elettroniche è Milano, con oltre 257 milioni di fatture trasmesse al 2 luglio 2019 da quasi 215mila operatori. Segue Roma, con circa 196 milioni di fatture elettroniche inviate da circa 221mila soggetti.

Questi dati sono stati presentati il 25 luglio dall’amministratore delegato di Sogei, Andrea Quacivi, davanti alla Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria. Quacivi ha anche illustrato il progetto di istituire un’unica banca dati (denominata Anpr) contenente le informazioni anagrafiche di tutta la popolazione residente a cui dovranno fare riferimento le Pubbliche Amministrazioni.

L’obiettivo del governo, come ha spiegato Giovanni Currò del M5S, componente della Commissione finanze della Camera, è quello di aumentare la qualità dei dati presenti in anagrafe tributaria in modo da ridurre il numero dei controlli inutili e facilitare la vita del contribuente.

Ricordiamo, poi, che entro il 31 ottobre 2019 va espresso il consenso all’adesione al servizio di consultazione online delle fatture elettroniche, trasmesse attraverso il Sistema di Interscambio. Un servizio che, tuttavia, non ha mancato di sollevare qualche perplessità sulla tutela della riservatezza dei dati, con problemi già sollevati dal Garante della Privacy. I contribuenti possono scegliere di non aderire al servizio, ma rischiano una verifica fiscale.

In alternativa ai software messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate è possibile utilizzare software privati a pagamento rilasciati dagli stessi produttori dei software gestionali utilizzati dagli operatori per predisporre e registrare in contabilità le fatture.

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Fatture elettroniche, quante sono quelle scartate