Fattura elettronica, scoperta evasione fiscale da 668 milioni di euro

Grazie alla fatturazione elettronica, l’Agenzia delle Entrate ha bloccato falsi rimborsi IVA per quasi 700 milioni di euro

Doveva essere un valido strumento per combattere l’evasione e l’elusione fiscale, dando modo all’Agenzia delle Entrate di avere maggior controllo sul flusso delle transazioni IVA tra attività produttive e commerciali e privati. E, a leggere i dati rilasciati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, la fatturazione elettronica sta riuscendo perfettamente nel compito che le era stato “assegnato”.

Nei primi due mesi del 2019 (e primi due mesi di obbligatorietà della fattura elettronica tra privati) l’Agenzia delle Entrate ha intercettato acquisti fittizi per 3,2 miliardi di euro, bloccando falsi accrediti IVA per 668 milioni di euro. In soldoni, la fattura elettronica ha consentito di bloccare una truffa tributaria ai danni dello Stato del valore di quasi 700 milioni di euro, con un’operazione che ha visto il coinvolgimento di 37 soggetti attivi prevalentemente nel settore del commercio di prodotti petroliferi.

Come funziona la truffa dell’IVA sulla fatturazione elettronica

Nel comunicato del MEF e dell’Agenzia delle Entrate viene spiegato come gli indagati hanno tentato di aggirare il Sistema di Interscambio e intascare così rimborsi IVA non dovuti. Sfruttando delle cosiddette “società cartiere”, venivano dichiarati elevati importi d’acquisto di materie prime a fronte di vendite esigue. In questo modo, i soggetti indagati riuscivano a generare cospicui crediti IVA (ovviamente falsi) ammontati, per l’appunto, a 668 milioni di euro.

Quante fatture elettroniche sono stati inviate nei primi due mesi del 2019

Il successo della fattura elettronica, però, non è determinato solamente dai risultati riportati sul fronte della lotta all’evasione fiscale. A confermare la bontà di questa misura ci sono anche le cifre dell’utilizzo, ormai ampissimo e consolidato. Nei mesi di gennaio e febbraio 2019 il Sistema di Interscambio ha gestito 350 milioni di e-fatture emesse da 2,7 milioni di operatori (a metà febbraio erano 230 milioni). La regione con il più alto numero di invii è la Lombardia, mentre il settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio-riparazione di autoveicoli e motocicli (comprendente concessionarie e autofficine) è quello più attivo.

Parte di questo successo è merito anche della Posta Elettronica Certificata. La PEC, infatti, è tra i metodi che gli utenti possono scegliere per inviare e ricevere la e-fattura: trattandosi di un mezzo di comunicazione pratico ed economico, moltissimi privati e liberi professionisti l’hanno preferito a sistemi più costosi o complessi. Libero Family PEC, la casella di posta certificata da 1GB pensata per le famiglie, costa appena 9,90 euro annui e consente di inviare e ricevere i messaggi PEC (anche con fattura elettronica allegata), mentre con Libero Mail Pec pensata per aziende e liberi professionisti lo spazio a disposizione è illimitato con soli 25 euro (+ IVA) l’anno.

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