Errori nel 730/2019 e modello Integrativo: quando e perché va presentato

Nel dettaglio le opzioni a disposizione dei contribuenti che intendano porre rimedio agli errori commessi

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I contribuenti che, dopo l’invio del modello 730/2019, si accorgono di non aver indicato nel modello tutti gli elementi utili, possono correggere spontaneamente la dichiarazione presentata. I possibili rimedi variano in funzione delle modifiche da apportare e a seconda che gli errori commessi siano a favore del contribuente oppure del Fisco. Ecco nel dettaglio le opzioni a disposizione dei contribuenti che intendano porre rimedio agli errori commessi.

È possibile presentare il modello 730/2019 integrativo solo quando il contribuente ha dimenticato di inserire nella dichiarazione elementi utili che danno luogo a un maggior credito oppure un minor debito nella dichiarazione originaria.

È la situazione che si viene a creare, per esempio, quando alcune fatture relative alle spese mediche specialistiche che si ritenevano smarrite vengono ritrovate. Il contribuente può far contare tali spese detraibili per l’anno 2018, inviando entro il 25 ottobre 2019, il modello 730 integrativo avvalendosi di un Caf/professionista che provvederà alla trasmissione anche se il contribuente si è avvalso della dichiarazione precompilata o in caso di presentazione del 730/2019 tramite sostituto d’imposta.

Il conguaglio verrà eseguito sempre a cura del sostituto d’imposta nella mensilità liquidata a dicembre.

Al contribuente che non fa in tempo a presentare o non si avvale del modello 730/2019 integrativo resta la possibilità di presentare:

  • il modello Redditi/2019 Correttivo nei termini entro 30 novembre 2019 sia nel caso degli ulteriori elementi utili a favore sia nel caso contrario di un minor credito o maggior debito;
  • il modello Redditi/2019 Integrativo, a favore o a sfavore, entro il termine previsto per la presentazione del modello Redditi relativo all’anno successivo, quindi 30 novembre 2020;
  • il modello Redditi/2019 Integrativo, a favore o a sfavore, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo dalla presentazione della dichiarazione oggetto di modifica.

Se dal modello correttivo o integrativo risultano maggiori imposte da pagare si può sanare il ritardo ricorrendo al ravvedimento operoso, una regolarizzazione spontanea di tributi non saldati alla scadenza, attraverso il pagamento di una sanzione ridotta. Maggiori informazioni sulle sanzioni, che variano in base alla data di versamento, potete trovarle sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Per coloro che hanno dimenticato di presentare il modello 730/2019 oppure la dichiarazione dei Redditi, non è il caso di farsi prendere dal panico. Il rimedio c’è. Secondo la legge (art. 2, comma 7, Dpr 322/98), le dichiarazioni dei redditi trasmesse entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria, pur essendo tardive, sono assolutamente valide. Se quindi, per esempio, il termine ultimo del 30 novembre non viene rispettato, il contribuente può “ravvedersi” e presentare il modello Redditi entro la fine di febbraio 2020. La presentazione tardiva comporta il versamento:

  • dell’importo delle imposte dovute con gli interessi legali;
  • la sanzione ridotta per la tardiva presentazione pari a 25 euro nonché il ravvedimento per gli eventuali versamenti tardivi.

Nicolò Cipriani – Centro Studi CGN

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