Ecotassa: le auto interessate

La nuova tassa voluta dal governo gialloverde colpisce, oltre alle autovetture di grossa cilindrata anche quelle economiche, con prezzi sotto ai 15mila euro

Il conto alla rovescia è terminato, da oggi 1° marzo 2019 entrano in vigore ecotassa ed ecobonus, con tutti i chiarimenti del caso da parte dell’Agenzia delle Entrate, in virtù del decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2019. E’ previsto un tributo da pagare (il malus) che va da 1.100 a 2.500 euro in base a quanta CO2 emette l’autovettura. La nuova tassa voluta dal governo gialloverde colpisce, oltre alle autovetture di grossa cilindrata, anche quelle economiche, con prezzi sotto ai 15mila euro. Cifra che si traduce in un’incidenza del tributo elevatissima rispetto al costo di listino.

E’ il caso, ad esempio, della Dacia Lodgy Stepway: un autoveicolo particolarmente economico rispetto alla sua categoria, con un prezzo che parte da 14.900 euro. Poiché le emissioni della vettura superano il livello massimo consentito per essere esentati dalla ecotassa, si applicherà sul suo acquisto un sovrapprezzo di 1.100 euro. Tra le auto più diffuse ed economiche che sono ‘colpite’ dal provvedimento c’è anche il Fiat Qubo, che nelle motorizzazioni 1.4 a benzina vedrà un sovrapprezzo di 1.100 euro su un prezzo di listino che parte da poco più di 14mila euro.

Stesso discorso per il Doblò, sempre prodotto dalla casa torinese, che nelle versioni a benzina 1.400cc, ma sovralimentate, sarà soggetto a una ecotassa di 1.600 euro. Nei modelli diesel 1.6 mjet, invece, il tributo scende a 1.100 euro. Stesso incremento per chi acquisterà un’altra autovettura dal costo non particolarmente elevato, la SSangyong Tivoli (circa 19mila euro) oppure una Fiat 500L Cross (circa 21.500 euro).

A finire penalizzati dall’ecotassa sono anche gli acquirenti di autovetture molto diffuse, come la Volkswagen Golf. Anche se potente e non particolarmente economica, la versione R da oltre 46mila euro verrà tassata per 1.600 euro. Oppure la Jeep Renegade, modello molto apprezzato dall’utenza, che in alcuni allestimenti con cilindrate 1.300cc e 2.000cc sarà tassata di 1.100 euro su un prezzo di listino che va rispettivamente dai 32mila ai 36mila euro. Per fare una proporzione rispetto a tutti questi autoveicoli, basti pensare che una Porsche Panamera 2.900cc pagherà 2.500 euro di ecotassa, ma il prezzo di listino di questa sportiva elegante e di lusso è di 130mila euro.

L’ecotassa ‘colpisce’ un’autovettura in base a quanta anidride carbonica emette, ma ad essere considerati inquinanti sono le polveri sottili sulla base delle quali scattano i blocchi del traffico nelle grandi città. Il valore massimo consentito dalla nuova norma, che interessa solamente le nuove immatricolazioni ed esenta km zero e usato, è pari a 160 grammi di CO2. Al di sopra di questo valore, scatta il ‘malus’ che parte dai 1.100 euro fino ai 175 grammi. Dai 176 grammi ai 200 l’ecotassa è di 1.600 euro; dai 201 ai 250 è di 2mila euro e al di sopra di questi valori sarà pari a 2.500 euro.

Inoltre, denunciano le associazioni di categoria Unrae, Federauto e Anfia, nonostante l’introduzione della norma scatti da domani, “le case costruttrici e i rivenditori non conoscono ancora le modalità operative per attuare la misura”. Inoltre, scrivono in una nota congiunta, “in merito all’applicazione del malus, nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione che istituisce solamente il codice tributo da utilizzare per il pagamento dell’imposta, senza fornire ulteriori precisazioni né chiarire i termini per effettuare il pagamento”. Infine, sul fronte bonus, che riguarda i veicoli elettrici e ibridi, “manca ancora il decreto interministeriale di attuazione e non c’è traccia della piattaforma on line per richiedere gli incentivi”, aggiungono le tre associazioni.

In collaborazione con Adnkronos

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