Ecotassa, l’allarme di Anfia, Unrae e Federauto: si rischia crollo delle vendite (fino al 12%)

"Nel 2018 perdita gettito erariale superiore a mezzo miliardo"

(Teleborsa) In questi giorni tiene banco la polemica sull’ecotassa al centro della discussione politica. Sono in tanti a essersi schierati contro costringendo  Di Maio a fare subito retromarcia dopo che il collega di governo Salvini si era detto anche lui contrario, cavalcando dunque il fronte della protesta. 

Una ecotassa sulle auto causerebbe un calo delle vendite fino al 12%; è la stima di Anfia, Federauto e Unrae, che hanno incontrato nei giorni scorsi il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio.

L’introduzione, hanno detto le tre associazioni al ministro, “di una qualsivoglia forma di ‘malus’ si tradurrebbe nel 2019 in una diminuzione delle vendite di auto nuove stimata tra l’8% e il 12% rispetto alla chiusura del 2018, che già evidenzia un pesante rallentamento con una conseguente perdita di gettito erariale per mancati incassi da Iva e Ipt stimabile in una cifra superiore a mezzo miliardo di euro”.

Dopo l’incontro al Ministero dello Sviluppo le associazioni della filiera automobilistica “esprimono grande apprezzamento per la posizione espressa dal Ministro riguardo la volontà di non introdurre alcuna ulteriore forma di tassazione a danno degli automobilisti italiani”. Anfia, Federauto e Unrae, “ribadendo la loro netta opposizione all’attuale proposta contenuta nella manovra approvata dalla Camera, che così come impostata si tradurrebbe inoltre in un serio fattore di destabilizzazione per il settore, mettendone anche a rischio l’occupazione, richiedono al Ministro dello Sviluppo un supplemento di riflessione per indirizzare la politica nazionale verso la mobilità a basse emissioni sostenendo anche l’infrastrutturazione con una più capillare diffusione delle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, magari con la formula del credito d’imposta ampiamente utilizzato dalle famiglie nelle ristrutturazioni edilizie”.

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