Ecobonus 2018: è possibile la cessione del credito

Se non hai i soldi per i lavori, puoi saldare il corrispettivo in parte con il trasferimento del bonus fiscale

Nell’ambito delle detrazioni previste dall’ecobonus esiste una possibilità pensata per agevolare chi vorrebbe eseguire lavori di riqualificazione energetica ma non dispone di liquidità sufficiente: anziché pagare i lavori e poi recuperare attraverso la detrazione con la dichiarazione dei redditi, si può monetizzare subito saldando il corrispettivo in parte con il trasferimento del bonus.

La possibilità di cedere il credito d’imposta corrispondente alla detrazione fiscale è prevista solo per i lavori di miglioramento della prestazione energetica effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali. Il credito cedibile corrisponde alla detrazione dall’imposta lorda spettante a seconda della tipologia di intervento. Il condomino può cedere l’intera detrazione calcolata o sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori (per la quota a lui imputabile) o sulla base delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori, per la quota a lui imputabile.

Inizialmente, la legge di stabilità 2016 limitava l’applicazione di questa possibilità ai soggetti ricadenti, nell’anno precedente al sostenimento delle spese, nella no tax area, e la cessione era prevista solo a favore dei fornitori che avevano eseguito le opere di adeguamento. In seguito, la normativa è stata modificata con l’ampliamento delle tipologie di intervento di riqualificazione energetica per le quali è possibile scegliere la cessione del credito, la possibilità che la detrazione sia ceduta anche ad altri soggetti privati diversi dai fornitori, comprese le banche, e l’ampliamento del periodo di sostenimento delle spese, che va dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.

E chi non ricade nella no tax area? Tali soggetti possono cedere sotto forma di credito solo la detrazione spettante per i lavori di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali eseguiti dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, le detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 40.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. La cessione può essere effettuata a favore dei fornitori che hanno eseguito i lavori o di altri soggetti privati, ma sono esclusi banche e intermediari finanziari. I cessionari, a loro volta, hanno la facoltà di successiva cessione del credito, ma la detrazione non può essere ceduta alle pubbliche amministrazioni.

La legge di Bilancio 2018, inoltre, introduce un altro strumento che punta a sostenere chi non ha liquidità sufficiente: un fondo di 50 milioni all’anno tra il 2018 e il 2020 finalizzato al rilascio di garanzie su finanziamenti per interventi di riqualificazione energetica.

Ecobonus 2018: è possibile la cessione del credito