Ecco la bomba fiscale: a rischio le detrazioni

Nelle bozze dei decreti le agevolazioni andranno confermate di anno in anno

La spending review prende sempre più forma sulla base di tagli lineari su sanità, regioni e comuni; la "clausola di salvaguardia", se i numeri del bilancio si rivelassero sbagliati, nonchè una revisione (leggi taglio) delle cosiddette "spese fiscali", vale a dire detrazioni, deduzioni e agevolazioni. Ovviamente, meno detrazioni significa pagare più tasse.

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LA DELEGA – Le spese fiscali in vigore da dieci anni – si legge in una bozza di decreto attuativo della delega fiscale – cesseranno automaticamente di esistere e andranno "esplicitamente confermate" in sede di Legge di Stabilità. Ciò sta a significare, molto semplicemente, che ogni anno il governo dovrà decidere quali detrazioni, deduzioni, agevolazioni fiscali confermare (e in che misura). E si tratta – dando per scontato che quelle relative a lavoro e figli non vengano toccate – di decine di miliardi con cui "aggiustare" i conti dello Stato.

I DECRETI – II testo che trasforma le detrazioni da "dovute" a "concesse" fa parte del pacchetto di 7 decreti attuativi della delega fiscale che avrebbero dovuto approdare martedì in Consiglio dei ministri. Invece due – riforma del catasto e riordino dei giochi – si sono persi per strada, mentre gli altri (revisione del sistema sanzionatorio, interpello e contenzioso, riscossione e riorganizzazione delle Agenzie fiscali) sono stati solo analizzati “in via preliminare” e rinviati almeno “a venerdì prossimo”, ha spiegato il premier Renzi. Limatura che probabilmente interessa il decreto che riordina i reati tributari: quello che conteneva la famosa norma “salva Berlusconi” (ma anche molte grandi banche e imprese), che evitava la galera a chi evadeva o frodava il fisco sotto il 3% del reddito imponibile. Il rischio di un nuovo pasticcio è forte, tanto più che resta un regalo non da poco agli evasori, come le soglie triplicate a 150 mila euro per chi evade. Sul resto della delega è buio fitto.

LE BANCHE – Non manca invece ciò che molti osservatori considerano un favore alle banche: via libera alla “deducibilità” d elle perdite sui crediti deteriorati ai fini Ires e Irap (le famose “sofferenze”, arrivate a quota 190 miliardi). Fino a oggi le banche dovevano spalmarle su cinque anni, d’ora in poi possono scontarli in un anno solo. “Questo accelera decisamente l’aggiustamento dei bilanci delle banche e favorisce la ripresa del credito”, ha spiegato Padoan. Soprattutto la prima.

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