Dl crescita, stretta sugli evasori: cosa cambia per chi compra e vende online

L’Agenzia delle Entrate si affida ad Amazon & Co. per scovare i furbetti dell’IVA nelle vendite online

Il Fisco arruola Amazon e gli altri marketplace per combattere l’evasione fiscale legata alle vendite online.

Le piattaforme che operano sul web e che si occupano della compravendita di beni e servizi dovranno trasmettere i dati relativi alle operazioni effettuate dai propri utenti se non vogliono incorrere in pesanti sanzioni.

La stretta contro i furbetti dell’IVA nel commercio online è contenuta in un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, datato 31 luglio 2019, che dà attuazione all’articolo 13 del decreto crescita. Le novità riguardano chi gestisce i cosiddetti marketplace, ovvero le piattaforme web utilizzate dalle imprese per vendere a distanza i prodotti. Una su tutti, Amazon (ma anche Ebay, Groupon e così via).

Da oggi, come accennato sopra, queste piattaforme dovranno fornire al Fisco una serie di dati relativi ai fornitori. Un adempimento questo che consentirà all’Agenzia delle Entrate di verificare che i venditori paghino correttamente l’IVA e le imposte dirette.

In caso di evasione fiscale, inoltre, il gestore del marketplace sarà considerato direttamente responsabile. I fornitori, invece, non hanno alcun obbligo relativo a questo adempimento, e lo stesso vale per chi compra online.

I dati che devono essere trasmessi al Fisco in questi casi sono i seguenti:

  • denominazione e dati anagrafici del fornitore;
  • identificativo univoco utilizzato per le vendite online;
  • codice identificativo fiscale, se presente;
  • indirizzo di posta elettronica;
  • numero totale delle unità vendute in Italia;
  • ammontare totale dei prezzi di vendita, o il prezzo medio di vendita (a scelta del soggetto passivo).

Le informazioni vanno comunicate entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento. Il primo invio è programmato entro la fine di ottobre 2019 e riguarda il periodo compreso tra aprile e luglio 2019. I canali per la trasmissione dei dati sono, ovviamente, telematici: Entratel e Fisconline.

La vendita dei device elettronici fa eccezione: se i marketplace hanno ceduto tablet, laptop, smartphone, console da gioco, sono obbligati a recuperare i dati relativi e a trasmetterli fra il 13 febbraio e il 30 aprile 2019.

Le conseguenze per i soggetti che non rispettano questo obbligo sono pesanti. In caso di mancato invio delle informazioni, o invio solo parziale, saranno infatti gli stessi markeplace ad essere considerati debitori dell’IVA per le vendite online non segnalate, a meno che non dimostrino l’avvenuto pagamento delle imposte da parte del fornitore.

Il provvedimento antievasione online è rivolto a tutti i marketplace con sede in Italia e all’estero che vendono a distanza prodotti importati, o facilitano la vendita di prodotti all’interno dell’Unione Europea. I soggetti che non risiedono in Italia devono trasmettere le informazioni identificandosi direttamente, o avvalendosi di un rappresentante fiscale con sede nel nostro Paese.

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