Dichiarazioni Imu, Tasi e Tari, il Mef precisa le date delle scadenze

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze interviene per fare chiarezza sulle tempistiche per comunicare variazioni di TASI e IMU

Arriva il Mef a fare chiarezza sulle date entro le quali è necessario presentare le dichiarazioni IMU e TASI. L’intervento del Ministero di Via XX Settembre si è reso necessario dopo l’approvazione del Decreto Crescita, che aveva creato confusione tra le varie imposte locali.

Con il Decreto Legislativo 34 del 2019, infatti, vengono posticipati i termini per la presentazione delle dichiarazioni di variazione dei tributi locali. Nell’articolo 3, comma ter, del decreto si interviene sull’articolo 1, comma 684, della legge 27 dicembre 2013 (la Legge di Stabilità 2014), con il quale viene istituita l’Imposta Unica Comunale, composta da TARI, TASI e IMU. Nella formulazione originale, il legislatore prevede che eventuali modifiche alle componenti della IUC debbano essere comunicate entro il 30 giugno dell’anno successivo alla data di inizio del possesso.

Il già citato articolo 3-ter del Decreto Crescita va invece a posticipare i termini di presentazione della TASI e dell’IMU, posticipandoli al 31 dicembre dell’anno successivo alla data di inizio possesso. Insomma, ai contribuenti vengono dati 6 mesi in più per regolarizzare la loro posizione con l’ufficio tributi del comune nel quale si trova l’immobile oggetto delle imposte. Ed è proprio a questo punto che viene a crearsi un “cortocircuito normativo”.

Nel comma 684 dell’articolo 1 della Legge di Stabilità 2014, infatti, si parla genericamente di IUC, senza specificare alcuna “componente” impositoria. L’articolo 3-ter, invece, interviene solo sul Tributo Servizi Indivisivili e sull’Imposta Municipale Unica, lasciando in una sorta di limbo la TARI. Per la Tassa sui Rifiuti, infatti, non viene specificata alcuna data-limite, facendo sì che entrambe le interpretazioni (estensione anche per la TARI e nessuna estensione per la TARI) apparissero plausibili.

Per districare la matassa, il Ministero dell’Economia e delle Finanze si è visto “costretto” a intervenire con una risoluzione (la n.2 del Dipartimento delle Finanze), pubblicata sul portale ufficiale del Mef lo scorso 8 agosto 2019. Pur riconoscendo la poca chiarezza espositiva della norma contenuta nel Decreto Crescita, il ministero di Via XX Settembre conferma che la modifica riguarda esclusivamente TASI e IMU, mentre per la TARI resta confermata la data del 30 giugno dell’anno successivo. “Risulta preminente – si legge tra le righe della risoluzione – la volontà del Legislatore di riferirsi all’IMU e alla TASI […]. Per cui, in conclusione, si ritiene che il termine di presentazione della dichiarazione TARI rimanga fermo al 30 giugno o al diverso termine stabilito dal comune nell’ambito dell’esercizio della propria potestà regolamentare”.

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