Detrazioni spese scolastiche: come compilare il 730

Le famiglie possono detrarre nel 730 anche le spese scolastiche sostenute per i figli a carico, ottenendo il 19% su una spesa massima di 786 euro

Anche nel 2019 le spese scolastiche e per l’istruzione universitaria sono detraibili nel 730, se rientrano in determinati limiti di importo, ed è possibile beneficiare del rimborso IRPEF del 19%.

Le famiglie possono richiedere la detrazione per le spese scolastiche nel 730, il modello per la dichiarazione dei redditi destinato ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Le scadenze per la presentazione sono, se il modello viene presentato tramite sostituto d’imposta (come il proprio datore di lavoro in busta paga), l’8 luglio, mentre se il procedimento viene effettuato personalmente, tramite un CAF o un altro intermediario (come il commercialista), il 23 luglio.

La principale novità per quest’anno, in relazione però ai redditi 2018, è l’aumento del contributo dello Stato per le spese scolastiche delle famiglie, che passa da 717 a 786 euro, sempre con un rimborso IRPEF di quanto sostenuto pari al 19% .Le spese ammesse dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), riguardano tutti gli importi sostenuti per asili nido, scuole secondarie e universitarie; corsi di perfezionamento e/o di specializzazione effettuati presso istituti o università italiane, straniere o telematiche (pubbliche o private), in misura non superiore a quella pagata per le tasse e i contributi versati a istituti statali italiani, master, dottorati di ricerca, per test di ammissione alle università e canoni di locazione (quindi affitti) per gli studenti fuori sedi.
A partire dal 16 luglio 2016 la detrazione al 19% spetta anche per spese relative a figli o familiari a carico, in relazione a scuole dell’infanzia (materne), scuole primarie (elementari), scuole medie inferiori e scuole medie superiore.

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che è possibile detrarre anche il pagamento di mense scolastiche o di servizi integrativi di assistenza, pre e post scuola, di gite, assicurazioni scolastiche e corsi di lingua o teatro svolti anche al di fuori dell’orario scolastico ma organizzati dagli istituti. Non c’è un contributo, invece per libri (si può in questo caso richiedere il contributo regionale) o per la cartoleria.
Per le università non statali o telematiche è prevista la detraibilità delle spese, nella misura stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria dal decreto del MIUR da emanare entro il 31 dicembre di ogni anno, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali.

L’altra novità di quest’anno scolastico (2018 – 2019) riguarda l’istituzione di uno sconto fiscale ad hoc per gli studenti con un disturbo specifico dell’apprendimento DSA diagnosticato tramite certificato medico.
Si può anche richiedere la detrazione per le spese sportive sostenute dai figli dai 5 ai 18 anni, fino a un massimo di 210 euro, quindi con un contributo massimo di circa 40 euro, per attività quali calcio, nuoto, associazioni sportive o strutture per la pratica dilettantistica, qualora sia possibile dimostrare di aver pagato tramite bollettino postale o bancario, oppure avere la fattura. La struttura però dove si svolgono deve anche rispettare i requisiti stabiliti dal Ministero delle Politiche Giovanili.

Per procedere con la detrazione basta indicare la quota di spesa sostenuta nella Sezione I, riga da E8 a E12 del modulo per il 730 e ricordarsi di conservare tutti i documenti necessari come le ricevute, i bonifici o i certificati con gli importi. Per tutte le spese versate alla scuola bastano le ricevute dei bonifici, mentre per quelle a favore di terzi (ad esempio per eventuali corsi) bisogna anche richiedere una copia della delibera scolastica dove ne è indicato lo svolgimento didattico.
In caso di qualsiasi dubbio è sempre meglio prendere un appuntamento con il CAF o il commercialista che sapranno aiutarvi nella compilazione e indicarvi nello specifico quali spese sono detraibili.

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