Delega fiscale affossata in Senato, bruciata la riforma chiesta da Draghi

Fallisce la riforma delle tasse dopo due anni di lavoro da parte del governo. A nulla è servito l'appello del premier

Mentre il Dl aiuti bis viene approvato in via definitiva al Senato, sempre Palazzo Madama affonda senza appello la delega fiscale buttando due anni di lavoro del governo Draghi. Il presidente del Consiglio dimissionario aveva provato fino all’ultimo a salvare la riforma del Fisco chiedendo ai partiti di trovare un’intesa: “C’era un accordo con tutte le forze politiche, all’inizio di agosto, che sarebbe stata votata il 7 settembre. E il governo si impegnava a non tirare fuori, a non scrivere, i decreti delegati fino alla data delle elezioni” ha detto Draghi pochi giorni fa nell’ultima conferenza stampa.

Delega fiscale affossata in Senato: l’appello di Draghi

“Il governo ha mantenuto la sua parola, di tutte le forze politiche una non ha mantenuto la sua parola e non l’ha votata ora” è stata la stoccata nemmeno tanto velata da parte di Draghi nei confronti della Lega che ha detto “no” alla riforma.

“Quindi la prima riflessione è che noi tutti abbiamo cercato di fare il possibile per mantenere la parola data e mantenere le promesse che facevamo agli italiani nell’affrontare la pandemia, nel mettere in campo il Pnrr, nel sostenere l’economia e le famiglie – aveva rivendicato ancora il premier dimissionario – Non mantenere la parola data non è il metodo di questo governo, perciò è meglio essere chiari su questo: c’è una grossa differenza tra chi la mantiene e chi non la mantiene”. Seppure non vincolante, la riforma del Fisco era anche prevista nel Pnrr.

“Oggi ho parlato però con la Presidente del Senato Casellati, che mi ha detto che farà la riunione dei capigruppo la prossima settimana per vedere se si può calendarizzare in Senato” aveva concluso Draghi in conferenza interpellato sul tema della delega fiscale “quindi, forse, ancora un filo di speranza c’è. Se non si dovesse trovare l’accordo, perché c’è una forza politica che si oppone, si va in Aula – se i capigruppo sono d’accordo – e si vota sulla calendarizzazione della delega fiscale: questa è la situazione”.

Delega fiscale affossata in Senato: cosa è successo

Di fatto, al termine della capigruppo di palazzo Madama riunita oggi, l’intesa non è stata raggiunta. Circostanza che ha fatto saltare anche i ddl sull’equo compenso e sull’ergastolo ostativo, i quali sarebbero sempre stati legati alla riforma del Fisco da una serie di veti incrociati da parte dei gruppi parlamentari: senza il via libera a tutte e tre le proposte, le rispettive leggi sono naufragate.

A giugno il disegno di legge aveva passato l’esame della Camera, ma adesso l’impianto resta senza decreti attuativi.

Secondo i dettami del disegno di legge il governo era appunto delegato ad adottare, entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per la revisione del sistema fiscale, fissando anzitutto principi e criteri direttivi generali cui deve attenersi la stessa revisione

La delega fiscale avrebbe dovuto contenere la riforma dell’Irpef, la definitiva cancellazione dell’Irap, la revisione dell’Ires, l’introduzione del cashback fiscale, di cui avevamo parlato qui, con la possibilità cioè di ricevere il rimborso sul momento via app, e soprattutto la revisione del catasto che doveva mappare gli immobili, tanto osteggiata dal centrodestra (qui quando il governo aveva rischiato la crisi a causa della riforma del catasto).