Decreto Ristori: stop contributi per aziende che non chiedono cig

Prolungato l'esonero contributivo per le aziende che non usufruiscono di cassa integrazione e sospesi i versamenti per quelle colpite da Dpcm

Oltre al prolungamento della cassa integrazione per le aziende che ne abbiano necessità, il Decreto Ristori prevede anche sconti e stop contributivi per le imprese.

Esonero contributivo se non c’è cig
Per le aziende che non usufruiscono della cassa integrazione, si ripropone la misura del Dl Agosto, ma con una durata di quattro settimane.

Spetta “ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedono i trattamenti” di nuova cig previsti dal Decreto Ristori (sono sei settimane di nuova cassa, da utilizzare fra metà novembre e fine gennaio). E’ riconosciuto “per un periodo massimo di quattro settimane (che si sommano a quelle eventualmente già utilizzate in base al Decreto Agosto), fruibili entro il 31 gennaio 2021, nei limiti delle ore di integrazione salariale già fruite nel mese di giugno 2020”.

Dunque esonero contributivo di quattro settimane, su un numero di ore pari a quelle della cig di giugno, per le imprese che non utilizzano la nuova cassa Covid. Settimane che vanno utilizzate entro il 31 gennaio 2021 e che vanno a sommarsi ai quattro mesi di analoga agevolazione sui contributi prevista dal Dl Agosto.

Casi particolari
I datori di lavoro che avevano chiesto l’esonero contributivo del Decreto Agosto, rinunciando alla relativa cig, ma ora vogliono utilizzare gli ammortizzatori del decreto Ristori, possono farlo, a patto di non rientrare in una situazione di incompatibilità. Cioè dovranno rinunciare ai periodi di agevolazione non ancora goduti per poter accedere agli ammortizzatori. Le imprese che stanno utilizzando l’esonero contributivo del Dl Agosto e vogliono fruire della cig Covid del decreto rilancio – si legge – devono rinunciare alla frazione “di esonero richiesto e non goduto e contestualmente presentare domanda per accedere ai trattamenti di integrazione salariale”.

Proroga contributi per i colpiti dal Dpcm
Viene prorogato il pagamento dei contributi del mese di novembre per tutti i datori di lavoro la cui attività è stata chiusa o ridotta con il Dpcm del 24 ottobre. Effettueranno il versamento entro il 16 marzo 2021, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione oppure in quattro rate mensili di pari importo (sempre con prima rata entro il 16 marzo). Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio della rateazione.

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