Decreto d’estate in arrivo: il “pacchetto fiscale” in 4 punti

Le prime mosse del governo Conte: lotta alla speculazione e stretta sul lavoro a tempo determinato tra i nodi cruciali

Sarà un’estate importante e ricca di novità anche per quel che riguarda il nuovo Governo. Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha annunciato che uno dei primi passi dell’esecutivo guidato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dovrebbe essere il decreto d’estate, una mini-manovra speciale, che comprende anche quattro punti relativi a fisco e lavoro.

La prima stretta riguarderà la lotta alla speculazione. Il Governo sta infatti valutando di limitare gli incentivi fiscali del piano Industria 4.0 evitando la delocalizzazione. In particolare, le aziende che ricevono il super o l’iperammortamento fiscale, anche se hanno stabile organizzazione in Italia, non potranno più spostare il bene incentivato all’estero. Nello specifico, il Ministro del lavoro sta valutando anche di inserire un nuovo articolo che disciplini e salvaguardi i livelli occupazionali entro il territorio nazionale da parte delle aziende che usufruiscono degli aiuti messi a disposizione dallo Stato.

Altro punto su cui tanto si è discusso negli ultimi mesi è il cosiddetto split payment: il Governo intende infatti eliminare la scissione dei pagamenti Iva per i professionisti. Allo stato attuale, infatti, è possibile versare l’Imposta sul Valore Aggiunto in maniera separata dal compenso o affidarla direttamente alla Pubblica Amministrazione o ai soggetti finali che sono poi obbligati a versarla. Contestualmente, si lavora per cercare di anticipare l’addio a spesometro e redditometro. Il primo era destinato a decadere nel 2019, ma Movimento Cinque Stelle e Lega intendono anticipare questa data, mentre il secondo non risulta più così utilizzato.

Uno dei punti che maggiormente interessa i cittadini, soprattutto i più giovani, è la stretta sui contratti a termine. Il primo legame tra azienda e lavoratore resta acausale e può estendersi fino ad un massimo di 12 mesi. A partire dal primo rinnovo, sarà possibile indicare le causali, che però il Governo intende elencare in maniera rigida. Con ogni rinnovo del contratto a termine, salgono anche i costi contributivi e scende contestualmente il numero di proroghe possibile. Altra novità riguarderebbe il tetto massimo di contratti a termine che ogni azienda può siglare. Con la riforma, anche la somministrazione rientrerà nel lavoro a termine e tutte le aziende potranno assumere dipendenti a tempo determinato con una rapporto di 1 a 5 rispetto ai contratti indeterminati.

L’ultimo punto del pacchetto fiscale è anche il più chiacchierato negli ultimi giorni. La fattura elettronica va infatti verso lo slittamento al 2019: il Ministero dell’Economia e Finanze sembra voler accogliere il suggerimento dell’Unione Petrolifera, dal momento che, se per i rapporti tra distributore e consumatore la rete ha bisogno di più tempo per adeguarsi all’e-fattura, per la vendita a monte dei carburanti il settore si è giù attivato e sarebbe pronto a partire anche dall’1 luglio.

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