Decreto dignità, c’è la firma di Mattarella: salta la causale per gli stagionali

Mattarella firma il testo con le coperture trovate dalla Ragioneria. E rispuntano i voucher

(Teleborsa) Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato, nella tarda serata di ieri, il testo del Decreto dignità, pronto dunque per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

IL GOVERNO CAMBIA IDEA SUL RINNOVO DEGLI STAGIONALI – La novità più rilevante riguarda gli stagionali: viene, infatti, inserito un comma che precisa come “i contratti per attività stagionali possono essere rinnovati o prorogati anche in assenza” delle causali, le motivazioni che l’azienda deve fornire per giustificare la proroga dei contratti a termine.

MA NON CAMBIA IL GIUDIZIO NEGATIVO DI RETE IMPRESE – Il decreto dignità è “un decreto sbagliato che toglie lavoro anzichè crearlo”. A dirlo è il presidente di Rete Imprese Italia, Daniele Vaccarino, secondo cui “la pur lodevole esclusione della reintroduzione delle causali nei contratti stagionali a tempo determinato non è sufficiente a modificare il nostro giudizio”. “Adesso ci aspettiamo la reintroduzione dei voucher, ottimo strumento improvvidamente cancellato in passato, e confidiamo che il Parlamento raccolga le tante proposte che stanno arrivando dal mondo delle imprese e voglia realizzarle”.

VOUCHER, GUARDA CHI SI RIVEDE – A tale proposito, altra novità è l’apertura ufficiale di Di Maio sui voucher, dopo il pressing della Lega: “Se possono servire a settori come l’agricoltura e il turismo, per specifiche competenze, allora ben vengano”, sottolinea il ministro dello Sviluppo e del Lavoro, “l’unica cosa che chiedo alle forze di maggioranza è quella di evitare abusi in futuro.”

Sul fronte delle coperture finanziarie, altro capitolo delicatissimo, si fa presente che dagli articoli che prevedono la stretta sui contratti a termine, ovvero la riduzione della durata e la reintroduzione delle causali, e sulla somministrazione si prevedono oneri per 17,2 milioni quest’anno, poi 136,2 milioni il prossimo e via dicendo, per un totale di 220 milioni tra 2018 e 2020, che sale oltre 700 milioni al 2027.

IL MONITORAGGIO DELL’INPS – Inoltre, in questa versione bollinata dalla Ragioneria si precisa che l’Inps deve monitorare ogni tre mesi “maggiori spese e minori entrate” al fine di garantire “la neutralità sui saldi di finanza pubblica”.

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