Da taglio sprechi e inefficienze possibile riduzione pressione fiscale del 40%

Secondo il rapporto dell'Ufficio Studi di Confcommercio su tasse e spesa pubblica locale

(Teleborsa) – Con 21 miliardi di euro annui risparmiati grazie all’eliminazione di sprechi e inefficienze, con il blocco della spesa pubblica ai livelli stabiliti per il 2016 e con una crescita del Pil di oltre l’1,4% per il triennio 2017-2019, nel 2019 la pressione fiscale si potrebbe abbassare al 40%. E’ questa la previsione dell’Ufficio Studi di Confcommercio su tasse e spesa pubblica locale.

Numeri alla mano, in Italia la spesa pubblica locale ammonta a 177 miliardi di euro. Sprechi o inefficienze sono pari a oltre 74 miliardi di euro, il 42% della spesa complessiva e raggiungono quasi il 67% nelle regioni a statuto speciale. La Lombardia è la regione più virtuosa per costi, quantità e qualità dei servizi pubblici locali, seguita dal Nord-Est. Fanalino di coda il Sud, con la Sicilia all’ultimo posto. Secondo lo studio Confcommercio, reinvestendo 53 miliardi di euro dei 74 miliardi di risparmio teorico per i migliorare i servizi delle varie regioni italiane portandoli al livello della Lombardia, si risparmierebbero 21 miliardi di euro di sprechi. La spesa pubblica locale pro capite in Italia è mediamente di 2.937 euro, con il picco in due regioni a statuto speciale: Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, mentre in Puglia e Lombardia si registrano i valori più bassi.

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