Conti correnti tassati: 5 cose da sapere

Un’analisi dei recenti sviluppi relativi alla tassazione dei conti correnti e quali sono le imposte attualmente in vigore.

Come nel caso dell’automobile, per la quale è previsto il bollo per il semplice fatto di possederne una, anche sul conto corrente è attualmente in vigore un’imposta, che prevede in alcuni casi delle esenzioni. 

Si tratta, com’è noto, dell’imposta di bollo: vediamo di seguito cos’è e quali sono i casi nei quali viene applicata e altre informazioni utili relative alla tassazione dei conti correnti, che è stata fortemente influenzata dalla crisi pandemica a livello mondiale. 

1. Il pagamento dell’imposta di bollo

L’imposta di bollo è una somma di denaro di importo fisso che si deve sostenere per il semplice fatto di avere un conto corrente. Il suo valore corrisponde a 34,20 euro nel caso delle persone fisiche e a 100 euro nel caso delle persone giuridiche. 

L’imposta di bollo sui conti correnti può essere pagata in un’unica soluzione, oppure su base mensile o trimestrale. Tuttavia, è prevista un’esenzione nel caso dei conti correnti che siano intestati a persone fisiche e il cui saldo medio annuale non superi i 5.000 euro. 

Esiste poi anche un’imposta di bollo sul dossier o deposito titoli e, più in generale, tutti gli strumenti finanziari sono soggetti a tassazione. Nel caso dei dossier, l’importo del bollo è proporzionale al controvalore di mercato dei titoli in proprio possesso. Dal 2014 è pari allo 0,20% senza che ci sia un importo minimo. 

2. L’imposta di bollo può essere gratuita

Ci sono diverse banche che non prevedono il pagamento dell’imposta di bollo, nel senso che il suo importo è a carico dell’istituto di credito presso il quale si sceglie di aprire un nuovo conto corrente.

In genere ciò si verifica quando si opta per la sottoscrizione di un conto corrente online, uno strumento di gestione di risparmi che è in tutto e per tutto simile a un conto corrente tradizionale, con la differenza che lo si potrà gestire direttamente dall’Internet o dal mobile banking. 

Oltre alla gratuità dell’imposta di bollo, i conti correnti online sono caratterizzati solitamente dal canone a zero spese e dall’assenza dei tradizionali costi legati alle principali operazioni bancarie, quali per esempio bonifici e prelievi. Per scoprire alcune delle migliori soluzioni disponibili online, clicca qui. 

3. Esistono i tassi negativi sui conti correnti

L’ultimo anno è stato contrassegnato da diversi eventi fuori dalla norma: oltre alla crisi economica mondiale derivante dalla pandemia, la politica espansiva della Banca Centrale europea ha portato alcuni istituti di credito a introdurre i tassi di interesse negativi sui conti correnti

L’obiettivo è quello di favorire una maggiore circolare del denaro e un maggiore ricorso ai prestiti, oltre che evitare che le banche possano andare in perdita a causa del fatto che i correntisti depositano ingenti somme di denaro senza però utilizzarle. 

Facendo riferimento a un’indagine di Bankitalia, nel 2020 il costo per il mantenimento di un conto corrente è aumentato di 88,5 euro rispetto al 2019: tale importo fa riferimento principalmente alle spese fisse, ovvero al canone annuo, ai prelievi allo sportello, ai bonifici, e così via. 

Questi costi possono essere abbattuti con la scelta di un conto corrente online.

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4. I conti correnti con più di 100.000 rischiano la chiusura

I conti correnti che hanno più di 100.000 euro come deposito rappresentano un costo per le banche: questo è il motivo che ha portato diversi istituti di credito a prendere dei provvedimenti in merito. 

Per esempio, Fineco ha scelto di procedere con la chiusura definitiva dei conti correnti con più di 100.000 euro, mentre altre banche hanno deciso di vagliare soluzioni di diverso tipo. In alcuni casi, come in quello di Unicredit, sono state introdotte delle commissioni dello 0,5% sulle giacenze che superano i 100.000 euro. 

Banca Popolare dell’Emilia Romagna ha previsto una Commissione di Liquidità Rilevante (CLR) che viene applicata a tutti i nuovi clienti con conti superiori ai 100.000 euro. BNL ha scelto di addebitare fino a 1.000 euro sulle giacenze medie che in un trimestre superano 1 milione di euro. 

5. La patrimoniale sui conti correnti è solo un’ipotesi

Un tema del quale si è parlato sempre più spesso in relazione ai conti correnti tassati è quella della cosiddetta patrimoniale sui conti correnti, che corrisponderebbe a un prelievo forzoso da parte dello Stato sui conti con giacenze molto elevate. 

L’imposta patrimoniale non è di certo una novità nel nostro Paese poiché nel corso degli anni ci sono stati diversi episodi nei quali se n’è fatto ricorso. La nuova patrimoniale sui conti correnti che – come ribadito – è stata al momento solo concettualizzata sarebbe partita dall’abolizione dell’IMU e dell’imposta di bollo sui conti correnti. 

Sarebbe poi stata introdotta un’imposta variabile sui patrimoni di una certa entità basata su delle aliquote progressive, le quali corrisponderebbero:

  • allo 0,2% per i depositi compresi tra 500.000 euro e 1 milione di euro;
  • allo 0,5% per i depositi compresi tra 1 milione e 5 milioni di euro;
  • all’1% per i depositi compresi tra 5 milioni e 50 milioni di euro;
  • al 2% per i depositi superiori ai 50 milioni di euro;
  • al 3% una tantum per i conti correnti con più di 1 miliardo di euro, ma solo per il 2021. 

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