Anticipo sul TFS: ecco come funziona

Tutte le informazioni su come funziona e l'anticipo del TFS per i dipendenti pubblici e Quota 100i

Differentemente dai lavoratori subordinati del settore privato che – in un momento di necessità e per giusta causa – possono richiedere in qualsiasi momento un anticipo del loro Trattamento di fine Rapporto, i dipendenti pubblici per lungo tempo non hanno potuto purtroppo godere dello stesso diritto. In queste prima settimane del 2020 è in discussione presso il Consiglio di Stato la possibilità di estendere questo servizio anche ai dipendenti statali, che potranno quindi ricevere un anticipo sul TFS in forma di finanziamento agevolato.

Normali condizioni di richiesta del TFS

Tutti i dipendenti pubblici – nel momento in cui avviene la cessazione del proprio rapporto di lavoro subordinato – avranno automaticamente diritto a ricevere il proprio TFS senza dover presentare istanze particolari. Le modalità di erogazione del Trattamento di Fine Servizio sono diverse a seconda delle cause di cessazione del rapporto lavorativo subordinato:

  • 105 giorni, se il rapporto lavorativo si è interrotto per inabilità o per decesso del lavoratore;
  • oltre i 12 mesi, se il rapporto di lavoro si è concluso per questioni di anzianità (il lavoratore è giunto alla pensione) o per questioni di limiti di servizio (è giunto a scadenza il contratto a tempo determinato);
  • oltre i 24 mesi, in tutti i restanti casi (dimissioni volontarie, licenziamento, ecc…).

Le modalità di erogazione sono differenti a seconda dell’importo che dovrà essere erogato:

  • uguale o inferiore a 50.000 lordi, la somma sarà erogata in un’unica soluzione;
  • tra 50.000 e 100.000 lordi, la somma sarà erogata in due rate annuali, di cui la prima equivalente a 50.000 e la seconda equivalente alla rimanenza;
  • superiore a 100.000 lordi, la somma sarà erogata in tre rate annuali, di cui le prime due equivalenti a 50.000 ciascuna e la terza equivalente alla rimanenza.

Ci possono essere però, nella vita di ognuno, momenti di impellente necessità economica. Proprio per questo motivo è stata istituita la possibilità – per i dipendenti subordinati del settore privato – di richiedere un anticipo fino al 70% del proprio TFR per sopperire ad eventuali necessità (eventuali spese sanitarie da affrontare, acquisto della prima casa per sé o per i propri figli, interventi di ristrutturazione straordinaria per la propria abitazione, congedo per maternità o per formazione, ecc…).

Purtroppo per i dipendenti pubblici non è stata prevista la stessa possibilità, motivo per cui è attualmente in discussione presso il Consiglio di Stato l’eventualità di estendere questo servizio anche ai lavoratori del servizio pubblico annullando questa ingiusta disparità.

TFS e Quota 100

Con l’avvio del pensionamento tramite la modalità Quota 100, la situazione dei dipendenti pubblici in merito alla liquidazione del proprio TFS si è ulteriormente aggravata. Chi ha aderito spontaneamente al pensionamento tramite Quota 100 ed è quindi andato in pensione per “dimissioni volontarie” e non “collocato a riposo d’ufficio” ha visto i tempi d’attesa per la liquidazione allungarsi notevolmente: dovrà infatti attendere – per effetto della Riforma Fornero – il compimento dei 67 anni d’età, attendere 12 mesi per la decorrenza del pagamento e ulteriori 90 giorni perché l’INPS dia il decorso alla pratica.

Le ultime novità per il TFS

L’articolo 23 del Decreto Legislativo n. 4/2019 – seppur con grave ritardo – introduce la possibilità per i dipendenti statali di ricevere contestualmente l’accesso alla pensione e il tanto agognato Trattamento di Fine Servizio (TFS) in un’unica soluzione, in tempi “accettabili” ma non senza un briciolo di amarezza. I dipendenti pubblici ora potranno presentare – presso banche convenzionate e autorizzate ad effettuare tale servizio – domanda d’anticipo sul loro TFS. Come funziona l’anticipo sul TFS per i dipendenti pubblici? I dipendenti statali potranno richiedere e ottenere un prestito dal settore bancario convenzionato fino ad un massimo di 45.000 €.

Nonostante le gravose disparità che intercorrono tra i dipendenti subordinati del settore privato e i dipendenti subordinati del settore pubblico, con le ultime manovre – ancora in via di sviluppo e definizione – ora l’anticipo del TFS per i dipendenti pubblici non sembra più un’ipotesi così irraggiungibile.

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