Certificazione Unica 2018, scadenza rimandata al 3 aprile: ecco come fare

Si avvicina la data per la consegna della Certificazione Unica 2018: ecco tutto quello che c’è da sapere

Con l’arrivo del 2018, inizia pure la trafila per la consegna dei documenti relativi alla propria situazione finanziaria. Ecco tutte le informazioni che riguardano la Certificazione Unica 2018.

Il 7 marzo 2018 è passato, e quindi si stima che tutti i datori di lavoro abbiano già inviato all’ Agenzia dell’Entrate il modello ordinario della Certificazione Unica 2018. Era quella, infatti, la data prevista per inoltrare i documenti, anche se per apportare modifiche e correzioni era consentito arrivare fino al 12 marzo. Diverso il discorso per il modello sintetico, che va invece dato al lavoratore: questo va consegnato al dipendente stesso entro il 31 marzo, ma il termine è stato ulteriormente posticipato. Visto che il 31 marzo cade di sabato e i giorni successivi sono Pasqua e Pasquetta, si è deciso di fissare come termine il 3 aprile 2018.

Prima la Certificazione Unica 2018 andava consegnata al lavoratore entro il 31 gennaio di ogni anno, mentre adesso il termine è stato spostato al 31 marzo (e, solo per quest’anno, prorogato al 3 aprile). Nel caso in cui il rapporto di lavoro cessi, la Certificazione Unica deve essere consegnata entro 12 giorni al lavoratore.

La Certificazione Unica 2018 deve essere consegnata all’Agenzia delle Entrate dai datori di lavoro, dai sostituti d’imposta o enti eroganti e dagli enti pubblici o privati che si occupano di erogare la pensione.

Cosa succede se qualche ritardatario non rispetta il termine del 3 aprile per la consegna della Certificazione Unica 2018? Visto che si tratta del modello sintetico, nulla. Dato che non è un elemento rilevabile dall’Amministrazione finanziaria, infatti, non sono previste sanzioni in caso di mancata consegna per il 3 aprile. Stesso discorso non vale invece per il modello ordinario della Certificazione Unica 2018, che andava consegnato tassativamente entro il 7 marzo.

Nella Certificazione Unica 2018 ci sono alcune novità: innanzitutto, anche i sostituti d’imposta possono rilasciarla. Poi, sia in questa sia nel nuovo 730, è stata inserita la liquidazione mensile del TFR come integrazione al salario. Sono stati inseriti i campi per la gestione delle somme residue delle deduzioni e la sezione del regime speciale (ossia i redditi da lavoro nel nostro paese prodotti da coloro che hanno spostato la residenza in Italia). Inseriti anche i premi di risultato e i rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione.

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