Cartelle: stop fino al 31 maggio, rateizzazione in 10 anni per Partite Iva

Nel decreto Sostegni bis potrebbe approdare uno stop più lungo di natura selettiva, solo per chi ha subito perdite rilevanti di fatturato.

Nuova proroga in arrivo per l‘invio delle cartelle esattoriali. L’intenzione del Governo, infatti, è di prolungare di ancora un mese il blocco, stabilito dal vecchio decreto Sostegni, in scadenza lo scorso fine settimana. Il nuovo rinvio dovrà poi essere approvato dal Consiglio dei ministri e potrebbe essere formalizzato nelle prossime ore all’interno del Decreto imprese/Sostegni bis.

Secondo l’ipotesi attualmente al vaglio si lavora a una ripresa graduale da inizio giugno, tenendo conto di chi ha avuto più difficoltà per il Covid. Ma i dettagli sarebbero ancora oggetto di confronto all’interno della maggioranza e non si esclude un provvedimento ad hoc se non si dovesse riuscire a chiudere in tempo l’intero dl imprese.

31 maggio ultima proroga

Una delle probabili novità valutate da parte del ministero dell’Economia riguarda la rateizzazione delle cartelle esattoriali. Nell’ultimo anno l’emergenza sanitaria ha spinto l’esecutivo a bloccare le notifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate, “congelando” di fatto la trasmissione a imprese e cittadini di 35 milioni di cartelle.

Nel decreto che dovrebbe essere approvato giovedì prossimo ci sarà una norma che stabilirà l’ulteriore proroga dell’invio delle cartelle fino al 31 maggio. Si tratterà dell’ultimo intervento per sospendere l’attività di notifica e di accertamento, l’esecutivo non ha intenzione di prevederne ulteriori. Dal mese di giugno, insomma, riprenderà la riscossione, tanto che per ridurre l’impatto sui conti delle imprese è prevista la possibilità di rateizzare le cartelle.

10 anni per le Partite Iva

L’ipotesi più probabile è che le partite Iva, iscritte nell’elenco delle attività che hanno beneficiato dei contributi a fondo perduto (in quanto colpite dagli effetti della pandemia), possano richiedere una rateizzazione degli importi dovuti fino a 10 anni, con l’obiettivo di garantire alle attività economiche un meccanismo che non ne appesantisca ulteriormente la condizione di difficoltà. Motivo per cui è previsto che l’invio delle cartelle riprenda con gradualità, scaglionando nell’arco dei prossimi sei mesi la trasmissione delle cartelle arretrate.

Fondo perduto

Saranno 22 miliardi le risorse del dl destinate alle indennità a fondo perduto per le attività che hanno registrato perdite a causa dei lockdown. Rispetto al precedente round di aiuti, questo coprirà l’arco di due mesi e sarà dunque doppio contro l’unica mensilità dei precedenti dl; sui criteri di accesso le opzioni sarebbero tre:

  • replicare la soglia minima del 33% di perdite di fatturato rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente;
  • abbassare l’asticella al 20% di fatturato
  • valutare il paradigma di calcolo delle perdite effettive guardando non più al fatturato ma al bilancio.

In quest’ultimo caso, tuttavia, in questo modo i tempi si allungherebbero perché bisognerebbe valutare i dati di bilancio o le dichiarazioni fiscali per quantificare l’utile d’impresa e l’imponibile fiscale. Dunque in Cdm si discuterà di una doppia opzione:

  • separare in due quote il ristoro, ciascuno con un diverso criterio di calcolo, il primo da erogarsi subito ed il secondo dopo la presentazione dei dati necessari alla verifica dei requisiti;
  • lasciare al beneficiario la scelta fra un ristoro immediato parametrato su una doppia mensilità ma sempre collegato alla perdita di fatturato 2020 così come nel primo Decreto Sostegni oppure optare per un ristoro successivo ma meglio parametrato sulla reale perdita subita.

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