Cartelle esattoriali: verso tregua fiscale fino a settembre

È l’ipotesi a cui stanno lavorando Governo e Parlamento, un ulteriore slittamento di due mesi.

Il blocco dei pignoramenti e dell’invio delle cartelle esattoriali potrebbe essere prolungato fino al primo settembre. È l’ipotesi a cui stanno lavorando Governo e Parlamento, intenzionati ad allungare la tregua fiscale fino alla fine dell’estate.

Resta un margine di discussione riguardante lo scaglionamento del pagamento, il 2 agosto, delle 16 rate di coloro ai quali sono già state recapitate le cartelle e che hanno accettato il pagamento. Ma che da marzo hanno beneficiato del blocco. Su quest’ultimo gruppo la vice ministra dell’economia Castelli si è detta possibilista.

Rinvio cartelle

“Il governo sta ragionando per ammorbidire un numero alto, come quello di cui stiamo parlando, di rate che evidentemente si accatastano e che stiamo ragionando di diluire un po’ di più” ha detto la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, intervenendo al webinar promosso dal Sole 24 Ore ‘Quale fisco per il futuro’. “Nessuna promessa ma c’è un lavoro costante e dettagliato su questo”, aggiunge.

Della proroga si è parlato anche durante una serie di vertici al Mise, durante i quali i partecipanti si sarebbero resi conto, anche, che è impossibile intervenire l’aggio domandato dall’Agenzia delle Entrate in concomitanza con la riscossione.

I nodi dell’evasione fiscale e dell’aggio

Dopo i richiami della Suprema Corte, si è aperto un dibattito sul meccanismo dell’aggio che va all’Agenzia delle Entrate. A un convegno della Cgil, il direttore dell’Agenzia ha sollecitato una riforma della riscossione con queste parole: “Non funziona”, ha detto Ernesto Maria Ruffini, “anche se da quando è diventata pubblica – ha aggiunto – le entrate sono triplicate, da 3 a 9 miliardi”.

Il responsabile dell’Agenzia è intervenuto anche sul tema dell’evasione fiscale, tornato di attualità proprio nel corso dell’emergenza sanitaria. Come è noto infatti in Italia la sanità è pubblica. “Indecente”, questa la parola che Ruffini ha utilizzato per descrivere l’evasione: “È una lotta impari e la stiamo solo scalfendo”. Ecco quindi l’idea di rispolverare uno strumento cassato con l’avvento del governo giallo-verde e temuto da una fetta di cittadini: questo.

Sul fronte politico, si fa sentire la voce della Lega, che chiede un sistema automatico di cancellazione crediti dopo 5 anni. Sul punto però arriva la contrarietà di Pd e Leu.

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