Cartelle esattoriali: cosa cambia nel 2016

Dalla notifica tramite PEC all'aggio, le novità sulle cartelle esattoriali

Fisco 7Dal 1° giugno 2016 le cartelle esattoriali saranno notificate tramite PEC. È questa la novità forse più importante contenuta nella nuova bozza del decreto di riforma della riscossione, attuativo della delega fiscale, in esame in questi giorni.
In particolare, l’articolo 26 comma 2 del DPR 602/73 viene modificato prevedendo che per le ditte individuali, le società e i professionisti iscritti in albi o elenchi la notifica delle cartelle di pagamento avvenga tramite posta elettronica certificata (PEC), all’indirizzo risultante dall’indice nazionale INI-PEC. Per molti, però, non è una novità, dal momento che la società che gestisce la riscossione ha già avviato da oltre un anno, in via sperimentale, le notifiche delle cartelle di pagamento via PEC (l’articolo 26 attualmente vigente lo consente, ma senza l’obbligatorietà).

E se l’indirizzo PEC non risultasse più valido o funzionante?
Niente paura! Il decreto prevede delle regole e dei comportamenti da adottare per il corretto perfezionamento della notifica nel momento in cui l’indirizzo di posta elettronica certificato risultasse non valido, disattivato o non funzionante.
Quando ciò accade, la notifica dovrà essere eseguita tramite deposito dell’atto presso gli uffici della Camera di Commercio competente per territorio, con contestuale pubblicazione del relativo avviso sul sito web della Camera di Commercio. Il destinatario dell’atto riceverà notizia tramite invio di raccomandata A/R.

E nel caso in cui la casella risultasse piena?
In questo caso, la società che gestisce la riscossione dovrà effettuare un secondo tentativo di invio dopo almeno 15 giorni. Se l’esito risultasse ancora negativo, si procederà tramite invio della notizia al destinatario tramite raccomandata A/R e pubblicazione del relativo avviso sul sito web della Camera di Commercio dove l’atto verrà depositato.

E i privati cittadini titolari di PEC?
I privati cittadini titolari di un indirizzo di posta elettronica certificato, se vorranno, potranno comunque chiedere di ricevere gli atti esclusivamente per via telematica.
Le nuove norme avranno efficacia per le notifiche effettuate a partire dal 1° giugno 2016. Ciò al fine di consentire alle Camere di Commercio di adeguarsi e prepararsi alle nuove disposizioni previste dalle nuove norme.
Il decreto attuativo della delega fiscale contiene però altre novità che, per la loro importanza, meritano di essere enunciate.

Cambia l’aggio
La prima novità è che cambia anche il meccanismo di remunerazione degli agenti della riscossione. Dall’attuale aggio dell’8% si passerà a un sistema modulare con pagamenti dall’1% al 6% a carico dei debitori. L’aggio attuale dell’8% resterà in vigore fino alla data del 31 dicembre 2015.
In pratica, se il contribuente che riceve la cartella di pagamento versa le somme dovute entro 60 giorni dalla data di ricezione dovrà sopportare un onere pari all’1% per la riscossione spontanea ex articolo 32 del D.Lgs n. 46/1999 oppure al 3% in tutti gli altri casi. Per i pagamenti effettuati dal 61° giorno in poi, il contribuente pagherà il 6%.

Il termine temporale
Un’altra novità è che viene ridotto da 90 a 60 giorni il termine entro cui il contribuente può attivare la procedura di sospensione legale delle cartelle ritenute indebite ai sensi dei commi 537 e seguenti della legge n. 228/2012.
Infine, vengono ampliati i termini del cosiddetto “lieve inadempimento” da cinque a sette giorni. I contribuenti che verseranno la prima rata di una rateazione con un ritardo non superiore a sette giorni dalla scadenza non decadranno dal beneficio della rateazione.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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