Caos fatture elettroniche: errore sulle imposte di bollo

Segnalazioni giunte da software house e da contribuenti: gli importi da pagare precaricati non corrisponderebbero a quelli realmente dovuti

Qualcosa si è inceppato nel nuovo meccanismo della fatturazione elettronica. Gli importi calcolati dall’Agenzia delle Entrate contengono errori sull’imposta di bollo.

Come riporta Italia Oggi, diverse segnalazioni sarebbero arrivate da software house e soprattutto dai contribuenti che usano il nuovo sistema fiscale. Gli importi che sono stati inseriti sul portale delle fatture non corrispondono a quelli realmente dovuti. Ogni contribuente infatti può accedere sul portale alla propria pagina personale per verificare le informazioni sulle fatture. Il problema riguarda anche tutte quelle fatture che sono sotto i 77 euro e che di fatto non sarebbero soggette all’imposta di bollo. A quanto pare, proprio queste fatture vengono conteggiate dal sistema. La scadenza per il pagamento dell’imposta di bollo è segnata per il 23 di aprile.

Questi problemi potrebbero creare dei ritardi proprio sui pagamenti che dovranno essere espletati tra pochi giorni. Tra le diverse segnalazioni ricevute dalle Entrate, diverse riguardano fatture con Iva che non prevedono il pagamento del bollo. Ora tutti questi documenti andranno ricontrollati a mano e singolarmente facendo cadere così l’immediatezza del nuovo sistema elettronico.

Intanto per la fattura elettronica si avvicina il tempo delle scelte. Entro il 3 maggio prossimo i contribuenti, anche tramite i loro intermediari, devono infatti decidere se effettuare o meno l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici offerto dall’Agenzia delle Entrate. In assenza di tale adesione, si legge testualmente a pagina 4 del provvedimento direttoriale del 21 dicembre 2018, l’Agenzia delle entrate, dopo il recapito della fattura al destinatario, cancellerà i dati dei file delle fatture elettroniche, memorizzando esclusivamente i dati della fattura diversi dall’indicazione della natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi oggetto della prestazione (c.d. corpo della fattura).

In vigore dal primo gennaio 2019 l’obbligo di fattura elettronica è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 al fine di contrastare l’evasione e le frodi in materia di IVA: con l’invio digitale al SdI, l’Agenzia delle Entrate avrà a disposizione in tempo reale – o quasi – tutti i dati relativi alle operazioni di acquisto e cessione effettuate da ciascun soggetto IVA. I soggetti esonerati da tale obbligo sono i regimi minimi e forfettari e operatori sanitari o dei piccoli produttori agricoli.

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